La Single Euro Payments Area (SEPA), ovvero Area Unica dei Pagamenti in Euro, è l’area in cui il cittadino, l’impresa, la Pubblica Amministrazione e ogni altro operatore economico possono effettuare e ricevere pagamenti in euro secondo regole, procedure operative e prassi di mercato uniformi. Alla SEPA aderiscono i ventotto paesi dell’Unione Europea (UE), inclusi quelli non euro, e anche altri paesi non appartenenti alla UE. La SEPA rappresenta per i pagamenti al dettaglio con strumenti diversi dal contante il naturale completamento del passaggio alla moneta unica. L’industria bancaria europea ha assunto il ruolo di guida del progetto SEPA, promosso e sostenuto dall’Eurosistema (BCE e banche centrali nazionali), dalla Commissione europea, dai Governi della UE e dalle altre autorità.

Avvio ed evoluzione della SEPA

Dopo l’introduzione dell’euro, la Commissione europea, per superare le barriere esistenti all’integrazione dei mercati dei pagamenti, ha emanato un Regolamento che imponeva agli intermediari di applicare sui bonifici transfrontalieri al dettaglio in euro commissioni uguali a quelle dei bonifici domestici, e ha avviato i lavori per definire un quadro giuridico unitario per i pagamenti in euro. Nello stesso periodo, l’Eurosistema ha rafforzato il proprio ruolo di catalizzatore del cambiamento e di coordinamento delle iniziative del mercato, accrescendo i rapporti con i rappresentanti dei prestatori e degli utilizzatori dei servizi di pagamento. In risposta all’esigenza di assicurare meccanismi decisionali efficaci, in grado di superare le difficoltà di coordinamento, nel 2002 l’industria bancaria europea ha creato il Consiglio europeo per i pagamenti (European Payments Council - EPC), responsabile della realizzazione della SEPA. Il progetto per un’area unica dei pagamenti in euro prevedeva interventi sui singoli strumenti (standard tecnici e legali, definizione degli schemi di pagamento, procedure tecniche) e la creazione di infrastrutture europee per lo scambio e la compensazione dei pagamenti al dettaglio. Negli anni successivi l’EPC ha definito gli standard di riferimento per gli strumenti di pagamento armonizzati: gli schemi (Rulebooks) per i bonifici (SEPA credit transfer – SCT) e gli addebiti diretti (SEPA direct debit – SDD) e il quadro di riferimento per i pagamenti con carte (SEPA card framework) e per le infrastrutture di regolamento.

Rispetto ai corrispondenti servizi domestici, il SCT e il SDD si caratterizzano  per la necessità di utilizzare l’IBAN (International Bank Account Number), l’identificativo del conto sul quale addebitare o accreditare il pagamento, e lo standard ISO 20022 XML. Le banche europee offrono i servizi SEPA a partire dal gennaio 2008 per quanto riguarda il bonifico, dal novembre 2009 per l’addebito diretto.

Per dare impulso alla migrazione ai nuovi strumenti di pagamento armonizzati, nel 2009 la Commissione europea ha definito una roadmap della SEPA, sottolineando la necessità di definire fasi di avanzamento del progetto chiare e precise nei tempi. Le difficoltà di realizzazione del progetto hanno tuttavia indotto la Commissione a fissare un termine ultimo per la migrazione agli strumenti SEPA, trasformandola da un progetto gestito dal mercato a uno guidato dalle istituzioni. Il Regolamento cd. end-date ha fissato la data ultima per la migrazione ai SCT e SDD al 1° febbraio 2014 per i paesi dell’Area Euro e al 31 ottobre 2016 per i paesi non Area Euro, chiedendo agli stati membri di individuare ”autorità competenti” nazionali responsabili per la migrazione. Un successivo Regolamento  ha previsto un periodo di transizione di sei mesi (fino al 1° agosto 2014), durante il quale i pagamenti in formato domestico sono stati accettati senza l’applicazione di sanzioni, pur restando pienamente confermata la data del 1° febbraio 2014 per il completamento della migrazione alla SEPA.

La realizzazione della SEPA è stata accompagnata e sostenuta dalla definizione di una cornice normativa che ha modificato sostanzialmente la struttura dei pagamenti in Europa con l’approvazione, nel 2007, della Direttiva sui servizi di pagamento (Payment Services Directive - PSD). La PSD condivide con la SEPA gli obiettivi di favorire l’innovazione e la concorrenza nell’offerta dei servizi di pagamento, fissando regole armonizzate a livello europeo per l’esecuzione dei pagamenti più efficienti - bonifici, addebiti diretti, carte di pagamento – rispetto a quelli cartacei (contante e assegni) e introducendo una nuova figura di intermediario finanziario specializzato nell’offerta di servizi di pagamento (l’istituto di pagamento) in concorrenza con le banche. La Direttiva è stata recepita in Italia con il decreto legislativo n.11 del 27 gennaio 2010; la Banca d’Italia ha emanato un Provvedimento di attuazione del titolo II del menzionato decreto legislativo relativo ai servizi di pagamento (Diritti ed obblighi delle parti).

La governance della SEPA

Nel 2010 è stato costituito il SEPA Council, co-presieduto dalla Commissione europea e dalla Banca Centrale Europea, per favorire un assetto efficace di governance del progetto. Al SEPA Council partecipavano in misura paritetica rappresentanti della domanda (consumatori e imprese) e dell’offerta (banche e altri prestatori di servizi di pagamento).

A fine 2013 lo Euro Retail Payments Board (ERPB), presieduto dalla BCE, ha preso il posto del SEPA Council con un mandato più ampio e una partecipazione più articolata dei diversi stakeholders.

La SEPA in Italia

La SEPA introduce rilevanti cambiamenti e benefici nelle abitudini di pagamento di cittadini e imprese che hanno la possibilità di inviare e ricevere pagamenti in Europa da un unico conto e utilizzando le medesime procedure (vedi materiale informativo). L’utilizzo di formati standardizzati a livello europeo permette inoltre alle imprese di gestire con maggiore efficienza le disposizioni di incasso e pagamento, la connessa rendicontazione e la riconciliazione dei flussi contabili e commerciali.

In Italia il ruolo di autorità competente per la migrazione alla SEPA è stato affidato alla Banca d’Italia, che ha emanato un Provvedimento (recante istruzioni applicative del Regolamento 260/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio) che compendia le indicazioni utili per la gestione della migrazione. La Banca d’Italia si è altresì impegnata in un’ampia e diffusa azione divulgativa per favorire l’assimilazione delle novità da introdurre sia attraverso pubblicazioni (La Sepa e i suoi riflessi sul sistema dei pagamenti italiano, novembre 2013) sia attraverso incontri con tutte le parti interessate (prestatori di servizi di pagamento, infrastrutture, Pubblica Amministrazione, imprese e consumatori).

La realizzazione della SEPA costituisce un’importante opportunità di innovazione e di efficienza anche per la Pubblica Amministrazione (PA) italiana. Il ricorso a strumenti elettronici può infatti promuovere l’automazione dei processi amministrativi di bilancio e delle procedure di spesa. Sono questi gli obiettivi anche dell’Agenda Digitale Italiana (ADI), che prevede, tra l’altro, l’alfabetizzazione informatica della popolazione (ad esempio attraverso la diffusione di strumenti elettronici di pagamento), la digitalizzazione dei rapporti della PA con imprese e cittadini, la carta d’identità elettronica e l’accesso in forma elettronica ai servizi sanitari. Questa iniziativa rispecchia i contenuti dell’Agenda Digitale Europea, promossa dalla Commissione europea, che "mira a sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire innovazione, crescita economica e progresso". Nella stessa direzione punta anche la riforma dell’art. 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), che impone alla PA di accettare pagamenti elettronici.

Normativa di riferimento

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