Strumenti di pagamento

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La Banca d’Italia promuove l’affidabilità e l’efficienza degli strumenti di pagamento per mantenere la fiducia nella moneta e negli strumenti a essa alternativi.

Lo sviluppo di strumenti di pagamento  innovativi, in grado di sfruttare le potenzialità offerte dalla tecnologia informatica, consente di  modernizzare le abitudini di pagamento dei cittadini, delle imprese e della Pubblica amministrazione, migliorare la fluidità delle transazioni, sostenere la crescita economica.

Il perseguimento di questi obiettivi è particolarmente importante  in Italia dove l’utilizzo di strumenti di pagamento alternativi al contante è meno diffuso rispetto agli altri paesi europei. Questi obiettivi  sono anche alla base delle iniziative assunte dalle autorità per la creazione di un’Area Unica dei pagamenti in Euro (Single Euro Payments Area - SEPA) e per definire  una cornice giuridica unitaria per l’offerta dei servizi di pagamento in Europa (Payment Services Directive – PSD).

Gli strumenti di pagamento consentono di trasferire fondi tra soggetti diversi. La distinzione più comune è tra contante e strumenti alternativi, quali assegni, bonifici, addebiti diretti, carte di debito, di credito e moneta elettronica. Lo sviluppo delle tecnologie informatiche accresce l’utilizzo di  internet e del telefono cellulare per effettuare pagamenti (i cosiddetti e-payments e m-payments).

La disponibilità di un’ampia gamma di strumenti di pagamento offre vantaggi in termini di flessibilità di utilizzo, minori costi e maggiore sicurezza. Per beneficiare di questi vantaggi è importante conoscere le regole previste per l’utilizzo degli strumenti e confrontare le diverse offerte presenti sul mercato. E’ opportuno prendere visione dei fogli informativi relativi ai prodotti offerti, seguire le indicazioni d’uso fornite dai prestatori, conoscere i diritti e gli obblighi previsti per l’utente.

Contante

Il contante (banconote e monete) consente un immediato trasferimento di valore tra due soggetti ed è subito riutilizzabile. Il contante viene in genere utilizzato per effettuare transazioni di importo limitato tra soggetti fisicamente presenti (face to face); esso garantisce, in via generale, l’anonimato delle operazioni. Il “corso legale” di banconote e monete (moneta legale) comporta l’accettazione del contante per regolare qualunque tipo di transazione, fatti salvi eventuali limiti fissati per legge.

La moneta legale in Italia è l’Euro: introdotto il 1° gennaio 1999, per i primi tre anni è stato una moneta scritturale, (utilizzata unicamente per fini contabili, ad esempio nei pagamenti elettronici); è entrato in circolazione il 1º gennaio 2002, sostituendo le banconote e le monete denominate in lire. L’euro può quindi essere utilizzato in Italia per effettuare i pagamenti, ma le transazioni tra privati di importo superiore a 3000 euro devono essere necessariamente effettuate con strumenti alternativi al contante (cfr. art. 1, c. 899 L.208/2015 – cosiddetta legge di stabilità 2016). Per il servizio di rimessa di denaro di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), numero 6), del decreto legislativo 27 gennaio  2010, n. 11, il limite è di 1000 euro.

Strumenti alternativi al contante

Gli strumenti alternativi al contante sono offerti da intermediari autorizzati (banche, istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica, Poste) e consentono un trasferimento di fondi dal debitore al creditore attraverso un processo articolato su più fasi: la trasmissione dell’ordine di pagamento, la sua gestione all’interno di un circuito che consente lo scambio dell’informazione di pagamento tra prestatori di servizi e l’accreditamento al beneficiario.

Assegno

L’assegno è un titolo di credito cartaceo, ne esistono due tipologie, quello bancario e quello circolare. L’assegno bancario contiene l’ordine scritto impartito da un correntista alla propria banca di pagare a terzi (o a se stesso) una somma di denaro. Ad esso sono assimilati, per tutti gli effetti di legge, gli assegni postali.

I moduli di assegni bancari e postali sono rilasciati, rispettivamente, dalle banche e da Poste Italiane S.p.A. e sono muniti della clausola di non trasferibilità. Il cliente può richiedere, per iscritto, il rilascio di moduli di assegni bancari (e postali) in forma libera, pagando per ciascuno € 1,50 a titolo di imposta di bollo. L’assegno bancario (e postale)  emesso per importi pari o superiori a 1000 euro deve sempre recare l'indicazione della clausola di non trasferibilità.

L’assegno può essere pagato dalla banca del cliente che lo ha emesso al momento della sua presentazione. Tuttavia, è necessario che le banche adottino ogni cautela per evitare i pericoli insiti in un uso non corretto o  fraudolento degli assegni: l’insieme di questi controlli – che possono prevedere misure rigorose per l’identificazione del presentatore del titolo e per l’accertamento dell’integrità dello stesso – può rendere difficoltoso il pagamento in contante di assegni nei confronti di soggetti non correntisti. Se il portatore dell’assegno è titolare di un conto corrente, può decidere di versare sul proprio conto il relativo importo.

L’assegno circolare è emesso da una banca per somme disponibili presso di essa al momento dell’emissione. Come per l’assegno bancario, il presentatore può richiederne il pagamento in contante, ma la banca è tenuta ad adottare ogni cautela per prevenire usi non corretti o fraudolenti del titolo; l’importo dell’assegno può essere versato su un conto corrente.

L’assegno circolare emesso dalla Banca d’Italia prende il nome di vaglia cambiario.

Bonifico

È l’ordine dato dal debitore di trasferire una somma sul conto di un creditore, di norma con addebito sul proprio conto corrente. Dal 1° agosto 2014 lo standard utilizzato per i bonifici in Euro è quello del bonifico europeo (SEPA credit transfer - SCT). Per effettuare un SCT è necessario fornire unicamente e obbligatoriamente il codice IBAN del beneficiario, che identifica in modo univoco il conto di destinazione dei fondi. Il tempo massimo di esecuzione dell’operazione è di un giorno lavorativo dopo quello di accettazione dell’ordine da parte dell’intermediario (per i bonifici disposti con mandato cartaceo tale termine può essere prorogato di un’ulteriore giornata lavorativa).

Addebito diretto

È un ordine dato dal creditore di trasferire una somma di denaro sul proprio conto, addebitando quello del debitore; di solito, viene utilizzato per pagamenti di tipo ripetitivo e con scadenza predeterminata (es. pagamento utenze). Il debitore autorizza preventivamente l’addebito sul proprio conto firmando un contratto presso l’impresa fornitrice o, in alcuni casi, presso la propria banca.

Dal 1° agosto 2014 gli addebiti diretti in Euro vengono eseguiti nel formato europeo (SEPA direct debit - SDD). Per effettuare un SDD al creditore è sufficiente disporre del codice IBAN del pagatore, che identifica in modo univoco il conto di addebito dei fondi. Il debitore può comunicare al proprio intermediario liste di creditori indesiderati (black list) o graditi (white list), nonché stabilire importi massimi autorizzati ovvero bloccare tutti gli addebiti diretti sul proprio conto di pagamento.

Carte di pagamento

Sono tradizionalmente tessere plastificate, con un microchip e/o una banda magnetica, emesse da intermediari autorizzati; esse consentono di  prelevare contante da sportelli automatici (ATM) e  pagare presso gli esercenti (tramite POS - Point Of Sale), digitando un codice segreto (PIN) o apponendo la propria firma sulla ricevuta di pagamento. Per transazioni di importo contenuto alcune carte di pagamento non richiedono la digitazione del PIN. Se la carta è abilitata alla tecnologia Near Field Communication (NFC), è possibile pagare tramite il semplice accostamento della tessera all’apparecchiatura di accettazione presente nel negozio (POS) (c.d.  modalità contactless). Le carte di pagamento possono essere utilizzate anche per concludere transazioni di commercio elettronico in internet e possono essere di credito, di debito e prepagate (moneta elettronica).

La carta di credito viene rilasciata da una banca o altro intermediario finanziario sulla base di un contratto; essa consente acquisti presso gli esercenti convenzionati e prelievi di contante presso gli sportelli automatici; quest’ultima operazione configura un anticipo di contante e prevede il pagamento di un interesse. Gli importi spesi sono pagati dal titolare della carta in un momento successivo all’utilizzo, generalmente con cadenza mensile (o più ampia), in un’unica soluzione o a rate; normalmente vengono addebitati su un conto corrente, ma è possibile anche un pagamento diretto. Se previsto, inoltre, le carte possono essere utilizzate per effettuare pagamenti di tipo ripetitivo (addebiti diretti).

La carta di debito è rilasciata da una banca o altro intermediario finanziario presso il quale si ha un conto. Consente acquisti presso gli esercenti convenzionati e prelievi di contante da sportelli automatici; sono previsti limiti di importo mensili per gli acquisti, nonché limiti mensili e giornalieri per i prelievi di contante. A differenza della carta di credito, le operazioni vengono addebitate di volta in volta sul conto del debitore; l’esecuzione dell’operazione presuppone la presenza dei fondi. Presso gli ATM si possono anche pagare bollette, effettuare ricariche telefoniche o accedere ad altri servizi.

La carta prepagata viene rilasciata da una banca o altro intermediario finanziario e consente di effettuare pagamenti e prelievi a valere su una somma pre-depositata dal titolare presso l’emittente (ai sensi della vigente normativa, banche o Imel). Per avere una carta prepagata non è necessario essere titolari di un conto corrente. Questo tipo di carta può essere anonima o nominativa, ricaricabile o non ricaricabile. I pagamenti e i prelievi effettuati riducono, di volta in volta, la somma versata dal titolare, fino al suo esaurimento. Se la carta è ricaricabile la somma disponibile può essere ricostituita, nei limiti annuali consentiti: per le anonime 2.500 euro, per le nominative in base a quanto stabilito dall’emittente. Le carte prepagate possono essere dotate di codice IBAN: in questo caso, sono abilitate a ricevere accrediti e effettuare pagamenti al pari di un conto, tramite ad esempio bonifici o addebiti diretti.

Esistono anche altri tipi di carte di pagamento, denominate “a spendibilità limitata”, utilizzabili esclusivamente: a) presso l’emittente per i beni e servizi da lui forniti (es. pedaggi autostradali e servizi di telefonia); oppure b) presso una rete definita di esercizi commerciali, ovvero per l’acquisto di una gamma ristretta di beni e servizi. Per questa loro caratteristica tali carte possono essere emesse da soggetti non vigilati.

Servizi di pagamento in Internet (e-payments)

La diffusione delle nuove tecnologie informatiche ha favorito lo sviluppo di servizi di pagamento in Internet (e-payments), sviluppati soprattutto a supporto del commercio elettronico (e-commerce). Tali servizi includono un’ampia gamma di soluzioni, che va dall’utilizzo in rete di strumenti tradizionali, quali ad esempio le carte di pagamento, all’offerta di servizi di pagamento con caratteristiche innovative. Le transazioni avvengono tipicamente  utilizzando le connessioni su rete Internet. Al fine di rafforzare la sicurezza delle operazioni di pagamento, gli intermediari adottano metodi di autenticazione degli utenti più robusti rispetto all’uso della semplice password: essi sono basati sull’uso di credenziali a doppio fattore. I fattori sono rappresentati da qualcosa che l’utente: i) conosce (es. una password), ii) possiede (es. un token o similare), o iii) è intrinsecamente(es. elementi biometrici ). La presenza del doppio fattore rende più difficile ai frodatori la cattura delle credenziali e il loro uso successivo per pagamenti non autorizzati.

Fra i servizi innovativi vanno annoverate le piattaforme specializzate per il commercio elettronico presso le quali sia il cliente che il venditore detengono un conto virtuale. Il gestore della piattaforma può prevedere che il cliente associ al proprio conto virtuale uno o più strumenti di pagamento.

Pagamenti su dispositivi portatili (m-payments) 

È sempre più diffusa l’offerta di servizi per l’effettuazione di operazioni di pagamento tramite telefono cellulare (smartphone) o altro dispositivo mobile (tablet).

Le soluzioni più frequenti prevedono l’utilizzo di una carta di pagamento virtualmente inserita nel dispositivo (tramite una “app”) oppure associata alla sim card ovvero l’addebito a valere sul credito telefonico. In quest’ultimo caso gli acquisti si riferiscono, prevalentemente, a beni o servizi digitali fruibili attraverso il dispositivo mobile, nonché – entro determinati limiti di importo – a servizi di trasporto pubblico e di parcheggio.

Le soluzioni consentono, a seconda dei casi, sia pagamenti in presenza (es. bar, metro) che da canale remoto (es. App-store, Internet shop).

Se il dispositivo mobile lo consente e la carta di pagamento associata è abilitata alla tecnologia Near Field Communication (NFC), è possibile pagare anche in modalità contactless, tramite il semplice accostamento del dispositivo all’apparecchiatura di accettazione presente nel negozio (POS).

Inclusione finanziaria

La promozione dell’utilizzo di strumenti di pagamento alternativi al contante è favorita da politiche di inclusione finanziaria che garantiscono l’accesso di tutte le categorie di utenti a conti correnti o di pagamento e favoriscono l’accettazione dei pagamenti elettronici presso un’ampia platea di fornitori di beni e servizi.

Il tema dell’inclusione finanziaria ha un posto importante nella definizione delle politiche globali. In tale contesto, il Committee on Payments and Market Infrastructures e la World Bank hanno pubblicato un rapporto su Payment aspects of financial inclusion che esamina i fattori di domanda e di offerta che influenzano l’inclusione finanziaria nel contesto dei sistemi e dei servizi di pagamento e suggerisce misure per la definizione di politiche che la promuovano. A questo fine vengono formulati sette principi guida che mirano a: sostenere l’impegno delle autorità volto ad accrescere l’accesso a conti transattivi e l’utilizzo di servizi di pagamento elettronici; diffondere la consapevolezza che l’uso di servizi di pagamento affidabili ed efficienti migliora il benessere di individui, famiglie e imprese; spingere verso una maggiore efficienza, flessibilità, integrità e concorrenza nel mercato dei servizi per favorire l’inclusione e la stabilità; facilitare la realizzazione di un quadro di regole basato su un approccio proporzionale al rischio per promuovere l’accesso ai servizi di pagamento.

Normativa di riferimento

Materiale informativo

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SEPA

La Single Euro Payments Area (SEPA), ovvero Area Unica dei Pagamenti in Euro, è l’area in cui il cittadino, l’impresa, la Pubblica Amministrazione e ogni altro operatore economico possono effettuare e ricevere pagamenti in euro secondo regole, procedure operative e prassi di mercato uniformi.