La Banca d'Italia svolge la funzione di tesoreria per conto dello Stato. La funzione si esplica nell'esecuzione di tutte le disposizioni di pagamento emesse dalle amministrazioni dello Stato a valere sugli stanziamenti di bilancio e sulle contabilità fuori bilancio e nella riscossione di tutte le somme dovute a qualsiasi titolo allo Stato, sia direttamente sia indirettamente, attraverso le banche, le Poste e i concessionari della riscossione.

Le operazioni di incasso e pagamento sono regolate su un conto, detenuto dallo Stato presso la Banca d’Italia, denominato “Conto disponibilità del Tesoro”.

La Banca d’Italia rendiconta con cadenza periodica alla Ragioneria Generale dello Stato e alle amministrazioni statali le operazioni di incasso e pagamento svolte. Nella veste di agente contabile la Banca è tenuta, inoltre, a rendere alla Corte dei conti il “conto giudiziale” della propria gestione.

Le modalità di svolgimento del servizio sono disciplinate da un corpus normativo, del quale fanno parte disposizioni contenute nella Legge e nel Regolamento di Contabilità Generale dello Stato, in numerose altre leggi, in decreti ministeriali e in convenzioni, sottoscritte dalla Banca e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che definiscono il contenuto del servizio e le modalità organizzative e contabili. Le principali convenzioni sono la Convenzione per l'affidamento del servizio di tesoreria centrale dello Stato e la Convenzione per l'esercizio del servizio di tesoreria provinciale dello Stato. Tra le norme regolamentari, hanno particolare rilevanza le Istruzioni sul servizio di tesoreria dello Stato, approvate con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 maggio 2007, contenenti regole di dettaglio per lo svolgimento del servizio.

La Banca svolge il servizio di tesoreria anche presso le proprie Filiali, che si occupano delle operazioni di incasso e pagamento e delle attività di rendicontazione eseguite con modalità cartacee.

Oltre alla gestione di incassi e pagamenti per le amministrazioni statali centrali e periferiche, la Banca d’Italia si occupa anche della tenuta delle contabilità intestate a Enti non statali, tra cui le amministrazioni locali: la cosiddetta “tesoreria unica” disciplinata dalla legge 720/1984. Per la finanza pubblica italiana il sistema di tesoreria unica si è rivelato sin da subito un utile strumento per la razionalizzazione dei flussi finanziari e informativi tra Stato, Enti Pubblici e sistema bancario.  Attualmente, a seguito del decreto legge 1/2012, vige il sistema della tesoreria unica “pura” in quanto le entrate proprie degli enti e i trasferimenti dal bilancio dello Stato affluiscono direttamente sulle circa 19.000 contabilità speciali aperte presso la Banca.

Il servizio di tesoreria per conto dello Stato è svolto dalla Banca d'Italia fin dal 1894. L'affidamento è stato prorogato da vari provvedimenti; l'ultimo, in ordine di tempo, è la legge 28 marzo 1991, n. 104, che ha portato da dieci a venti anni la durata della convenzione e ha introdotto il principio del rinnovo automatico, salvo disdetta di una delle parti da comunicarsi entro cinque anni dalla scadenza. Poiché le parti non hanno esercitato il diritto alla disdetta entro il 31 dicembre 2005, l’affidamento del servizio è stato rinnovato tacitamente fino al 31 dicembre 2030.

In un ambito strettamente connesso con il servizio di tesoreria per conto dello Stato, la Banca svolge anche servizi di incasso e pagamento per le Agenzie fiscali (Entrate, Dogane e Demanio), per la Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze, nonché per l'INPS (relativamente al pagamento di prestazioni temporanee).

Tali attività, remunerate applicando una tariffazione basata sul recupero del costo pieno più una percentuale di mark-up, si configurano come autonomi servizi di cassa che la Banca, ai sensi dell'articolo 36 del proprio Statuto, può svolgere per conto e a rischio di terzi, nel rispetto dei limiti derivanti dall'applicazione del capo IV dello Statuto del SEBC.

Il Conto disponibilità del Tesoro

La Banca detiene il Conto disponibilità del Tesoro per il servizio di tesoreria dove sono regolate le operazioni svolte per conto dello Stato. In linea con la normativa comunitaria, che vieta alle Banche Centrali degli Stati membri di concedere qualsiasi forma di finanziamento al Tesoro, il conto disponibilità non può presentare saldi a debito. Le disponibilità giacenti su tale conto sono state remunerate a un tasso pari a quello medio dei BOT emessi nel semestre precedente fino al 30 novembre 2011. A partire da tale data ha preso avvio la riforma introdotta dall’art. 47 della “Legge di contabilità e finanza pubblica” (L. 31 dicembre 2009, n. 196) e disciplinata dalla “Convenzione per la gestione del conto intrattenuto dal Tesoro presso la Banca d'Italia per il servizio di tesoreria e dei conti ad esso assimilabili”, siglata tra Banca e Ministero dell’Economia il 22 marzo 2011. Nel nuovo sistema di gestione, in vigore dal 30 novembre 2011 fino all’entrata in vigore della Decisione BCE 2014/23 del 5 giugno 2014, le disponibilità del Tesoro, precedentemente concentrate nel conto disponibilità, si sono articolate in tre componenti distintamente remunerate:

  •  un conto disponibilità presso la Banca che, coerentemente con le direttive della BCE volte a ridurre la variabilità della base monetaria creata dal Tesoro, è stato stabilizzato giornalmente su un importo obiettivo di 800 milioni e remunerato fino a 1 miliardo, al tasso di riferimento di politica monetaria (tasso MRO)
  • depositi a tempo detenuti presso la Banca e remunerati ai tassi di mercato Eurepo di durata corrispondente
  • impieghi overnight (mediante aste bilaterali competitive gestite dalla Banca) o operazioni bilaterali presso il mercato monetario per l’importo residuo, remunerati ai corrispettivi tassi di mercato.

E’ stato introdotto un monitoraggio attento e continuo dell’andamento dei flussi di fabbisogno giornaliero al fine di centrare l’obiettivo del conto.

La Banca e il  Ministero dell'Economia condividono informazioni previsionali sugli incassi e sui pagamenti di tesoreria e sulle operazioni finanziarie al fine realizzare una gestione attiva e quanto più possibile efficiente delle disponibilità liquide del Tesoro e fornire un contributo alla politica del debito.

In attuazione della decisione del Consiglio Direttivo della BCE 2014/23 del 5 giugno 2014 (che modifica la precedente decisione 2014/8 del 20 febbraio 2014), sono state introdotte nuove disposizioni che incidono sulla  gestione del Conto. In particolare è stato previsto:

  • un saldo massimo soggetto a remunerazione pari al valore più elevato tra 200 milioni e lo 0,04 per cento del PIL
  • l’inclusione di tutte le giacenze presenti nei conti riconducibili al Tesoro (incluso il fondo ammortamento dei titoli di Stato e i depositi a tempo costituiti successivamente al 4 giugno 2014) ai fini della determinazione della predetta soglia
  • l’applicazione per gli importi eccedenti la soglia di un tasso di interesse pari a zero, ovvero il tasso sui depositi applicato dalla BCE (cd. tasso sulla Deposit facility) se negativo.

A partire dal l° dicembre 2014 (secondo quanto già previsto dalla decisione della BCE del 20 febbraio 2014), le giacenze del Tesoro sono remunerate a un tasso non superiore all’EONIA.

L’attuazione della nuova disciplina implica la revisione della Convenzione stipulata nel marzo 2011.

Normativa di riferimento per il servizio di tesoreria

Normativa di riferimento per la tesoreria unica

Normativa di riferimento per il Conto disponibilità del Tesoro

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La Banca d'Italia è il tesoriere dello Stato: paga per conto delle Amministrazioni dello Stato e incassa le somme dovute allo Stato. I cittadini possono incassare stipendi e altri pagamenti disposti dalle Amministrazioni dello Stato, versare somme alle Amministrazioni per conto proprio o di altri, ottenere informazioni sulle operazioni eseguite.