"Le origini della banca si perdono nella notte dei tempi. Non così quelle delle banche centrali. La loro storia si condensa tutta negli ultimi tre secoli dell’età moderno-contemporanea. Per tutte è possibile fissare con precisione la data di nascita: 1668 per la Banca centrale di Svezia, 1694 per la Banca centrale d’Inghilterra, 1800 per la Banca centrale di Francia, 1814 e 1817 rispettivamente per la Banca di Olanda e per quella austriaca, 1850 per la Banca del Belgio, 1875 per la Reichsbank, 1882 per quella del Giappone, 1893 per la Banca d’Italia, 1913 per il Federal Reserve System degli Stati Uniti. Questa litania di date apparentemente precise rischia però di essere fuorviante. Perché la Banca centrale non nacque come istituzione compiuta e definita come la si conosce noi oggi. La Banca centrale è un organismo che si sviluppò nel corso del tempo acquisendo progressivamente funzioni, compiti e fisionomia nuovi e sempre più complessi, instaurando relazioni via via più intricate e delicate col resto del sistema bancario e finanziario, con il potere politico, con il sistema economico in genere”.

Così Carlo Maria Cipolla (nella prefazione ai primi volumi della Collana storica della Banca d'Italia) invita a riflettere sull’identità e le funzioni di una banca centrale in divenire.

La Banca d’Italia fu istituita nel 1893 nell’ambito di un riordino complessivo degli istituti di emissione.

Nel 1926 la posizione sostanzialmente pubblica dell’Istituto ebbe un importante riconoscimento: la Banca d’Italia divenne l’unico istituto autorizzato all’emissione di banconote e le furono affidati poteri di vigilanza sulle altre banche, successivamente ampliati e potenziati dalla legge bancaria del 1936. Quest’ultima riconobbe inoltre formalmente la Banca come istituto di diritto pubblico e avrebbe costituito la norma fondamentale del sistema bancario italiano fino al 1993, quando è stato promulgato il vigente Testo Unico in materia bancaria e creditizia.

Nel 1947 la manovra di stabilizzazione della lira costituì uno snodo cruciale nella storia dell’Istituto: l’inflazione postbellica fu troncata e vennero poste le condizioni monetarie per il «miracolo economico» degli anni Cinquanta. Nella Costituzione del 1948 fu introdotto il principio della tutela del risparmio.

Dopo gli shock che negli anni Settanta hanno scosso il sistema monetario internazionale e la lira, il processo di disinflazione è stato favorito in Italia da una più decisa tutela giuridica dell’autonomia della banca centrale. La riconquistata stabilità della lira e l’avvio del riequilibrio della finanza pubblica hanno consentito all’Italia, nel rispetto dei criteri indicati dal Trattato di Maastricht (1992), di far parte del primo gruppo di paesi che nel 1999 hanno adottato l’euro come propria moneta; le banconote e le monete in euro hanno cominciato a circolare nel 2002.

La storia della Banca d’Italia può essere organizzata in cinque fasi:

Le ricerche promosse dalla Banca d’Italia sulla storia monetaria e finanziaria nazionale sono confluite nella Collana storica della Banca d'Italia. Una sintesi di esse si trova in: F. Cotula, M. de Cecco e G. Toniolo (a cura di), La Banca d'Italia. Sintesi della ricerca storica 1893-1960, Laterza, Roma-Bari, 2003.

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