Nell’ambito dell’Eurosistema, la Banca d’Italia può essere chiamata ad effettuare, insieme con le altre Banche centrali nazionali e con la Banca Centrale Europea, interventi sul mercato.
La Banca d’Italia potrebbe essere chiamata ad effettuare interventi anche nell’ambito degli Accordi Europei di cambio II (AEC II), che delineano l’assetto per la cooperazione nelle politiche del cambio tra la BCE e le BCN degli Stati membri della UE che non hanno adottato l’euro.
Operazioni in cambi possono essere effettuate anche per modificare la composizione delle riserve in valuta dell’Istituto, al fine di raggiungere un equilibrio tra rischio e rendimento ritenuto ottimale.
In relazione al servizio finanziario svolto per il debito in valuta della Repubblica, la Banca d’Italia può essere chiamata a negoziare valuta con controparti di mercato allo scopo di bilanciare gli esborsi e gli introiti, evitando variazioni indesiderate dell’ammontare e della composizione delle riserve valutarie.
La Banca effettua un’analisi giornaliera dell’andamento delle principali valute sulla base delle informazioni fornite dai principali news provider, nonché dagli operatori di mercato. Essa partecipa quotidianamente alla teleconferenza fra le principali Banche centrali al fine di stabilire i cambi indicativi di riferimento dell’euro nei confronti di 34 fra le valute più importanti; sulla base di tali quotazioni la BCE calcola il tasso di cambio effettivo dell’euro. La Banca d’Italia è tenuta, in base alla normativa vigente, a divulgare al mercato le quotazioni rilevate e a comunicarle al Ministero dell’Economia e delle Finanze che ne cura la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Nella presente sezione vengono inoltre riportate, a partire dal 2 gennaio 2008, le serie storiche e informazioni di carattere generale su un ampio numero di valute presenti nell'archivio dei cambi gestito sino a tale data dall'UIC.