N. 1094 - Il canale del credito bancario delle misure di politica monetaria convenzionali e non convenzionali

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di Ugo Albertazzi, Andrea Nobili e Federico M. Signoretti dicembre 2016

Il lavoro studia la trasmissione delle misure di politica monetaria nell’area dell’euro fra il 2007 e il 2015, concentrandosi sul canale del credito bancario. L’analisi prende in considerazione l’effetto della politica monetaria sul costo dei nuovi prestiti bancari alle imprese, considerando sia le variazioni del tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali (ORP) della BCE (“politica monetaria convenzionale”) sia l’adozione delle misure cosiddette non convenzionali, tra cui, ad esempio, i programmi di acquisto di attività finanziarie. Queste ultime sono colte dalla differenza fra una misura di shadow rate (che sintetizza la stance di politica monetaria in presenza dello zero lower bound) e il tasso sulle ORP.

La metodologia di stima consente di isolare gli effetti dell’offerta di credito da quelli della domanda e della rischiosità dei prenditori, nonché di valutare in quale misura la risposta alle operazioni di politica monetaria risente di specifiche caratteristiche degli intermediari.

L’analisi documenta, in primo luogo, che sia le misure convenzionali sia quelle non convenzionali hanno contribuito a mantenere basso il costo del credito nell’area dell’euro. Secondo le stime, a fine 2015 le misure non convenzionali contribuivano, nel loro complesso, a comprimere il costo del credito di circa 40 punti base. In secondo luogo, i due tipi di misure si sono trasmessi all’offerta di credito attraverso meccanismi differenti. In particolare, le variazioni del tasso ORP hanno stimolato maggiormente l’offerta di credito delle banche meno capitalizzate e con una minore incidenza della raccolta al dettaglio. La trasmissione delle misure non convenzionali è stata attenuata dai più stringenti vincoli regolamentari ed è risultata più contenuta per le banche caratterizzate da una maggiore incidenza delle attività di intermediazione tradizionali. Infine, i risultati suggeriscono che un’elevata esposizione ai titoli di Stato domestici ha limitato l’efficacia delle politiche convenzionali ma ha amplificato quella delle misure non convenzionali.