N. 1078 - Effetti macroeconomici globali dell'uscita dalla politica monetaria non-standard

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di Pietro Cova, Patrizio Pagano e Massimiliano Pisani settembre 2016

Il presente lavoro valuta gli effetti internazionali del programma di acquisto di attività finanziarie dell’Eurosistema (Asset Purchase Programme, APP) sotto differenti ipotesi su (a) politiche di reinvestimento dei titoli acquistati e (b) comunicazione sulla stance futura della politica monetaria (forward guidance) statunitense.

La valutazione degli effetti di spillover viene effettuata simulando un modello neo-keynesiano di equilibrio economico generale a cinque aree (l’area dell’euro, gli Stati Uniti, la Cina, il Giappone e il ”resto del mondo”). Nel modello le attività finanziarie presenti nel portafoglio delle famiglie includono, oltre alla moneta e ai titoli pubblici a breve termine, anche i titoli sovrani a lungo termine. Tali attività, in particolare la moneta, sono detenute dalle famiglie in quanto forniscono servizi di liquidità, facilitando le transazioni a fini di consumo.

I risultati principali del lavoro sono i seguenti.

Gli spillover internazionali dell’APP sarebbero complessivamente espansivi, portando a un aumento dell’attività economica nel resto del mondo: la maggiore domanda aggregata proveniente dall’area dell’euro sarebbe infatti solo in parte compensata dall’apprezzamento delle valute delle altre aree nei confronti dell’euro.

Le dimensioni degli spillover sarebbero proporzionali alla durata del programma: tanto più a lungo i tassi di interesse sono mantenuti su livelli bassi, tanto maggiori sono gli effetti espansivi sulla domanda aggregata nell’area dell’euro e quindi sulle importazioni. Gli spillover sarebbero pertanto nettamente più sostenuti qualora i titoli venissero detenuti fino a scadenza.

L’entità degli spillover si ridurrebbe nel caso di un contestuale aumento atteso dei tassi di riferimento statunitensi, che avrebbe effetti negativi sulla domanda aggregata di quel paese e di conseguenza sulle esportazioni del resto del mondo; l’impatto sulla produzione nell’area dell’euro sarebbe tuttavia contenuto, in virtù della bassa integrazione commerciale tra le due regioni.

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