Precisazioni al quotidiano Liberoin merito al bando di gara del 25 agosto 2014 per il servizio finanziario di pagamento tramite carte di credito "corporate"

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Caro Direttore, Le scrivo a proposito dell'articolo di De Dominicis "Carte da 10.000 euro al mese a Bankitalia", pubblicato oggi su Libero. Il Suo giornale ogni tanto ci fa le pulci andando a guardare sul nostro sito le notizie sui bandi di gara che indiciamo. Benissimo, è una delle funzioni della libera stampa.

Non solo non me ne dolgo, ma vi ringrazio, ci siete di sprone a moltiplicare attenzioni e cautele, che non sono mai abbastanza in queste cose. Tuttavia l'articolo odierno mi pare il frutto di un equivoco, che vorrei provare a chiarire.

È vero che mettiamo a gara un servizio di carte di credito "aziendali" per alcuni nostri dipendenti. Ma si tratta del rinnovo di alcune carte già in essere, che servono a pagare spese (in media 200.000 euro l’anno complessivamente, non i 90 milioni calcolati nell’articolo) in larga prevalenza del tipo: carburante per le scorte valori, acquisto di stampanti, e cose simili.

L'equivoco sta nel fatto che se Banca d'Italia da a un dipendente una carta di credito con un massimale di 10.000 euro non gli sta anche dando carta bianca perché se li spenda tutti a piacimento, in aggiunta a quanto altrimenti spenderebbe. Ogni spesa per compiti di lavoro, anche la più minuta, deve essere giustificata e autorizzata separatamente, che si usi o no la carta di credito, la quale non aggiunge nulla alle spese complessive.

Naturalmente tutto questo sta scritto nei nostri regolamenti interni, non avrebbe avuto senso riportarlo nel bando di gara. La ringrazio per l'attenzione che vorrà riservare a questa mia.

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