La Biblioteca Paolo Baffi possiede circa 1.800 edizioni pubblicate prima del 1831, poco più della metà delle quali fa parte dei fondi librari qui descritti, mentre il resto proviene da acquisti presso librerie antiquarie. Il contenuto delle antiche edizioni è riconducibile alle materie economiche in senso lato: agricoltura, commercio, dissertazioni sull’usura, demografia, numismatica e legislazione commerciale e fiscale. Non mancano tuttavia opere a carattere più generale (storico, enciclopedico, morale), nonché rare e pregevoli edizioni di letteratura classica e moderna. La Biblioteca conserva inoltre fondi librari appartenuti a personalità del mondo economico, politico e giuridico:

  • Fondo Alberto Beneduce
  • Fondo Francesco Calasso
  • Fondo Filippo Carli
  • Fondo Sergio Fenoaltea
  • Fondo Pietro Oddo
  • Fondo Lionel Robbins
  • Fondo Carlo Rodanò
  • Fondo Ernesto Rossi
  • Raccolta antiquaria "Salottino del Governatore"


Le raccolte sono consultabili (tranne diversa indicazione) inviando una mail all’indirizzo bibliotecabaffi@bancaditalia.it

Fondo Alberto Beneduce

Il fondo è composto da circa 2.500 volumi appartenuti ad Alberto Beneduce (1877-1944), personaggio chiave dell’economia italiana degli anni trenta. Finanziere, studioso e uomo politico, svolse in quegli anni un ruolo fondamentale nell'individuare le soluzioni tecniche per affrontare la grave crisi industriale e bancaria allora in atto, soluzioni che portarono alla costituzione dell’IRI, al risanamento bancario del 1934 e alla legge bancaria del 1936. Alla fine degli anni sessanta la collezione fu donata dalla famiglia a Donato Menichella (Governatore dal 1948 al 1960), che di Beneduce era stato stretto collaboratore alla guida dell’IRI. Insieme ai volumi vennero donate anche le carte private di Beneduce, ora conservate presso l'Archivio storico. Nel suo insieme il fondo ben rappresenta la sfera di interessi e i molteplici settori di attività del possessore; nel contempo fornisce un’originale chiave di lettura dei principali eventi economico-finanziari che hanno caratterizzato il periodo compreso tra la fine dell'Ottocento e la prima metà degli anni quaranta del Novecento.

La raccolta non è al momento consultabile.

Fondo Francesco Calasso

Il fondo è costituito dalla collezione libraria appartenuta a Francesco Calasso (1904-1965), insigne giurista, docente di storia del diritto italiano, preside della Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma dal 1955 fino alla morte; è composto da oltre 1.500 unità tra volumi e opuscoli. La parte antica consta di più di 300 opere; tra queste sono numerose le cinquecentine, alcune delle quali di grande pregio sia per le caratteristiche bibliografiche, sia per il valore intrinseco dei contenuti.

La raccolta non è al momento consultabile.

Fondo Filippo Carli

Nel 1970 l’allora Governatore Guido Carli donò alla Biblioteca della Banca d'Italia un fondo librario appartenuto al padre, Filippo Carli (1876-1938), professore di sociologia e di economia politica. Ne fanno parte 884 opere, un elenco delle quali venne pubblicato in due numeri del Bollettino bibliografico della Biblioteca (31 ottobre 1970 e 1° luglio 1973). Accanto a testi di economia, storia economica, corporativismo, si trovano opere di storia in senso stretto, politica, diritto, psicologia, filosofia, sociologia, traduzioni italiane di classici latini e greci, opere di letteratura moderna italiana, francese e inglese.

Fondo Sergio Fenoaltea

Sergio Fenoaltea (1908-1995) militò giovanissimo nell’opposizione al fascismo, fu tra i fondatori del Partito d'azione e ricoprì importanti posizioni all’interno del Comitato di liberazione nazionale. Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo Bonomi, membro e poi presidente della Consulta nazionale, ambasciatore in Cina, Canada, Belgio e Stati Uniti; venne eletto senatore nel 1976. La sua biblioteca, acquistata nel 1998, è composta da 5.282 volumi. Raccoglie le opere di insigni pensatori, legislatori e storici e mostra un panorama pressoché completo del pensiero politico (dagli antichi classici fino al XVIII secolo) nonché della diplomazia mondiale. Vi si trovano anche numerose opere letterarie, dai classici latini e greci alle letterature moderne, in particolare italiana e francese. Tra i testi rari e di pregio si segnalano alcune edizioni settecentesche corredate di numerose incisioni.

Fondo Pietro Oddo

Il fondo librario appartenuto a Pietro Oddo (1877-1960), segretario numismatico del re Vittorio Emanuele III, passò alla Banca d’Italia nel 1938, a completamento dell’acquisizione della sua collezione di monete dell’Italia meridionale e della Sicilia, oggi parzialmente esposta nel Museo della Moneta. Costituito da circa 800 volumi editi fra il 1517 e il 1938, comprende opere di interesse numismatico, sia generale sia relativo a particolari periodi, singole zecche o materiale affine alla moneta (sigilli, tessere, piombi, gemme, medaglie). Vi fanno parte anche numerosi cataloghi di vendita e fascicoli di riviste. 

Fondo Lionel Robbins

La raccolta, acquisita dalla Banca d’Italia nel 1990, è costituita dalle prime due sezioni (dall’antichità ad Adam Smith e da Adam Smith al 1870) della collezione libraria dell’insigne economista inglese Sir Lionel Robbins (1899-1984), professore alla London School of Economics, artefice insieme a Keynes dei trattati di Bretton Woods, presidente della Royal Economic Society e della British Academy, socio straniero dell’Accademia dei Lincei. Il fondo si compone di 1.474 volumi, tra cui molte prime edizioni, alcune delle quali assai rare, e costituisce una raccolta particolarmente rappresentativa del dibattito monetario inglese del Sette-Ottocento; comprende numerose opere a carattere storico-filosofico; specifica attenzione è riservata alla controversia bullionista e ai fondamenti teorici della politica economica.

Fondo Carlo Rodanò

L’ingegner Carlo Rodanò (1891-1971) fu autore di testi di economia e storia socio-economica, redattore e direttore di sezione presso l’Istituto dell’Enciclopedia italiana, funzionario dell’Ufficio Studi della Banca commerciale italiana, collaboratore economico nei lavori della Costituente; ebbe inoltre contatti con il Servizio Studi della Banca d'Italia negli anni trenta e quaranta, stringendo amicizia con il futuro Governatore Paolo Baffi. Alla sua morte alcune pubblicazioni a lui appartenute pervennero in dono alla Biblioteca dall’allora Direttore generale Paolo Baffi, primo destinatario della collezione. Un elenco dei volumi venne pubblicato nel Bollettino bibliografico della Biblioteca (31 gennaio 1972). Si tratta di 81 opere, edite fra il 1900 e il 1966, con netta prevalenza per il periodo compreso fra le due guerre mondiali, di argomento legato al commercio, all’industria, alla moneta e all’economia americana e inglese.

Fondo Ernesto Rossi

Il fondo comprende 675 pubblicazioni appartenute a Ernesto Rossi (1897-1967). Economista, politico, giornalista e antifascista, fu tra i principali promotori del federalismo europeo e fra gli estensori del Manifesto di Ventotene. Donata alla Biblioteca Paolo Baffi nel 2011 da Giulio Cifarelli e da Claudio Treves, la raccolta è costituita dai testi di argomento economico che, per volontà di Ada Rossi, non furono ceduti assieme agli altri all’Istituto tecnico Vittorio Emanuele II di Bergamo, dove entrambi avevano insegnato. Di particolare interesse storico sono i volumi che Rossi ebbe con sé durante la lunga prigionia nelle carceri di Piacenza, Pallanza e Roma e negli anni del confino a Ventotene. Testimonianze di carattere materiale, quali visti, timbri, disegni, espedienti per eludere il divieto di annotare i testi, rendono i volumi particolarmente preziosi, mentre le citazioni presenti nell’epistolario documentano lo studio, le riflessioni e − per le opere in inglese − lo sforzo di traduzione.

Raccolta antiquaria "Salottino del Governatore"

Il piccolo ma prezioso fondo raccoglie 150 edizioni rare e di pregio. Fu costituito fra il 1941 e il 1950 grazie all’interesse bibliofilo di Luigi Einaudi, che si avvalse, oltre che dell’opera del capo Ufficio Stampa della Banca Luigi Suttina (1883-1951), anche della collaborazione di illustri bibliofili, tra i quali Tammaro De Marinis. La finalità fu quella di creare una sorta di piccolo ma prestigioso museo del libro e, nello stesso tempo, di salvaguardare un patrimonio culturale che, in anni così difficili, rischiava di andare disperso o di espatriare. Nell’intento di esemplificare quanto di bello è stato prodotto dall’arte tipografica, raccoglie edizioni illustrate e riccamente rilegate, a partire dal 1477 fino ai primi anni del ventesimo secolo. Un catalogo analitico del fondo − arricchito da note biografiche su autori, editori, legatori e possessori, nonché da un corredo fotografico delle opere più belle − è stato pubblicato nel 1996 come primo numero della Collana della Biblioteca Paolo Baffi.

La consultazione è riservata e necessita di prenotazione all’indirizzo bibliotecabaffi@bancaditalia.it

Il "salottino del Governatore"