N. 1155 - La politica monetaria ottimale e l'interazione con la politica fiscale in una economia non-ricardiana

Go to the english version Cerca nel sito

di Massimiliano Rigon e Francesco Zanetti dicembre 2017

In letteratura la politica monetaria ottimale è spesso analizzata utilizzando modelli in cui la dinamica del debito pubblico non ha effetti sulle scelte di consumo degli individui. Questo limita lo studio delle interazioni tra politica monetaria e fiscale.

Al fine di analizzare tali interazioni il lavoro propone un modello neo-keynesiano di equilibrio economico generale, in cui le scelte di consumo e risparmio degli agenti dipendono anche dalla quantità di titoli di Stato detenuti in portafoglio. Inoltre, gli agenti non hanno un orizzonte di vita infinito, ma fronteggiano in ogni periodo una probabilità di decesso.

Nel modello si confrontano gli effetti della politica monetaria in due casi: quello in cui la banca centrale persegue come unico obiettivo la stabilità dei prezzi e quello in cui la banca centrale sceglie il tasso di interesse nominale con l'obiettivo di massimizzare il benessere degli agenti economici.

Nel modello il livello di benessere risente negativamente delle fluttuazioni del debito pubblico e l'importanza della stabilizzazione del debito aumenta al crescere del livello dello stesso. L'analisi mostra che, nel tentativo di massimizzare il benessere economico degli agenti, la banca centrale potrebbe finire col dare eccessivo peso all'obiettivo di stabilizzazione del debito, generando così maggiori fluttuazioni del PIL e dell'inflazione. Per questo motivo, la politica monetaria riesce a conseguire livelli di benessere più elevati per gli agenti se ha come unico obiettivo il mantenimento della stabilità dei prezzi.

Testo della pubblicazione