N. 1109 - L'offerta di credito bancario in tempi incerti

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di Piergiorgio Alessandri e Margherita Bottero aprile 2017

Il lavoro utilizza i dati della Centrale dei rischi per quantificare l’impatto dell’incertezza macroeconomica sulle politiche di offerta di credito adottate dalle banche italiane nel periodo 2003-2012.

L’analisi si concentra sulla probabilità che gli intermediari approvino le richieste di finanziamento avanzate da imprese alle quali non sono legate da rapporti preesistenti. Il campione esaminato comprende circa 650.000 imprese appartenenti ai settori manifatturiero, industriale, dei servizi e delle costruzioni. La presenza di imprese che sottopongono richieste di fondi a più intermediari nello stesso mese consente di isolare l’impatto specifico dell’incertezza sulle strategie adottate dalle banche, separandolo da possibili simultanee variazioni della domanda di credito e della solidità e redditività delle imprese.

L’incertezza economica è misurata tramite una serie di indicatori utilizzati nella letteratura accademica, tra cui l’Economic Policy Uncertainty (EPU), il VSTOXX e alcune misure di dispersione delle attese degli operatori professionali.

I risultati dell’analisi indicano che un aumento dell’incertezza sulle condizioni economiche complessive è associato a una significativa riduzione della probabilità di approvazione delle richieste di credito.

Alti livelli di incertezza rendono inoltre l’offerta di credito meno sensibile ai costi di finanziamento delle banche, interferendo con la trasmissione della politica monetaria. Infatti, riduzioni del tasso EONIA hanno un impatto positivo sulla probabilità di approvazione delle richieste, in linea con quanto dimostrato dalle tradizionali analisi del bank lending channel della politica monetaria, ma tale effetto risulta significativamente più debole in condizioni di elevata incertezza.

Infine, un alto livello di capitalizzazione delle banche – misurato dal rapporto tra capitale Tier 1 e attivi ponderati per il rischio – comporta una minore elasticità della probabilità di approvazione sia alle variazioni del tasso EONIA sia a quelle dell’indicatore di incertezza, suggerendo che gli intermediari più solidi sono maggiormente in grado di isolare le proprie politiche di offerta dall’incertezza sulle condizioni macroeconomiche.

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