N. 998 - Il cambiamento nelle opportunità lavorative dei giovani in Italia e il ruolo della famiglia di origine

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di Gabriella Berloffa, Francesca Modena e Paola Villa gennaio 2015

Il lavoro esamina i mutamenti intervenuti nelle opportunità lavorative dei giovani in Italia negli ultimi decenni e in particolare il ruolo svolto dall’ambiente familiare, sia nell’influenzare il primo accesso al mercato del lavoro, al termine della formazione scolastica e universitaria, sia nell’incidere sulle successive transizioni. Lo studio utilizza le informazioni dell’Indagine Longitudinale sulle Famiglie Italiane (Ilfi); tali dati permettono di ricostruire le storie lavorative degli individui nel lungo periodo, consentendo di indagarne gli esiti in termini di transizione tra stati nel mercato del lavoro. Il campione è ristretto ai diplomati e ai laureati.

Lo studio compara un periodo interessato dall’introduzione di un’ampia varietà di forme di flessibilità all’ingresso nel mercato del lavoro (1992-2005) con un periodo antecedente (1971-1985). I dati disponibili utilizzati, che si fermano al 2005, non consentono però di considerare gli anni più recenti, in cui le dinamiche nel mercato del lavoro sono state fortemente influenzate dalla crisi, oltre che da nuove riforme.

I principali risultati sono i seguenti.

Per gli individui che hanno terminato il percorso formativo nel secondo periodo (1992-2005) sono state maggiori le difficoltà nella transizione verso posizioni lavorative stabili.

Il ruolo dell’ambiente familiare risulta significativo in entrambi i periodi, ma in modo diverso. Nel primo periodo, provenire da una famiglia con più elevato status socio-economico innalzava soprattutto le possibilità di accesso al mercato del lavoro, incidendo invece poco o nulla sulle successive transizioni. Nel secondo periodo, non vi è impatto significativo dell’ambiente familiare sulle possibilità di accesso al mercato del lavoro, ma l’effetto è economicamente rilevante sulle transizioni all’interno del mercato: i giovani il cui padre era occupato in posizioni a bassa qualifica più spesso intrappolati in una condizione di lavoro poco stabile.