N. 780 - Sopravvalutazione e sottovalutazione del mercato azionario e utili corretti per il ciclo

Il rapporto fra gli utili per azione e il prezzo per azione di una società quotata (nel seguito abbreviato con U/P) è diffusamente utilizzato per valutare se i corsi azionari siano sopravvalutati o sottovalutati, ponendo a confronto il valore di mercato di una società con la sua capacità di generare profitti. Il lavoro analizza l’impatto della forte ciclicità degli utili societari sul rapporto U/P. Viene proposta una met odologia statistica che consente di stimare la capacità delle imprese di generare utili nel medio e lungo periodo, depurando gli utili correnti dalle componenti maggiormente cicliche. Tale metodologia viene utilizzata per calcolare il cosiddetto rapporto U/P corretto per il ciclo, nel quale non vengono considerate le compone nti cicliche degli utili. Applicando le metodologie proposte a un indice di borsa dell’area dell’euro, emerge che le componenti cicliche de gli utili societari sono statisticamente significative e spiegano gran parte delle variazioni inattese degli utili. Inoltre il rapporto U/P grezzo e il rapporto U/P corretto per il ciclo forniscono spesso indicazioni divergenti e tali divergenze sono significative sia da un punto di vista statistico sia da un punto di vista economico. Il lavoro propone una metodologia che consente di interpretare il valore del rapporto U/P corretto per il ciclo e di tradurlo in un giudizio circa la coerenza dei corsi azionari con la profittabilità delle società quotate. Tenendo conto dell’incertezza statistica nello stimare il valore di equilibrio del rapporto U/P e la componente ciclica degli utili, il valore del rapporto viene tradotto in una stima della probabilità che il mercato azionario sia sopravvalutato o sottovalutato. Tali stime forniscono segnali molto chiari di alcuni episodi di sopravvalutazione o sottovalutazione, non solo in retrospettiva, ma anche in tempo reale. I due principali episodi di sopravvalutazione individuati dalla metodologia proposta sono la bolla tecnologica alla fine degli anni novanta e la forte salita dei corsi alla vigilia della crisi del 2008. In questi due casi, la probab ilità di sopravvalutazione è stimata essere superiore al 90 per cento. Il principale periodo di sottovalutazione individuato nel lavoro è il crollo dei corsi azionari accaduto nei mesi successivi al fallimento di Lehman Brothers.  

Pubblicato nel 2011 in: International Finance, v. 14, 1, pp. 135-164