N. 778 - L’incremento dell’uso di politiche di prezzo basate sul rischio per i mutui in Italia

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di Silvia Magri e Raffaella Pico novembre 2010

Il lavoro valuta se e in quale misura le banche italiane abbiano adottato strategie di prezzo dei mutui legate al rischio specifico di credito del cliente ( risk-based pricing ). In Italia nel corso del passato decennio le banche hanno accresciuto l’utilizzo di metodo logie di credit scoring, che consentono di misurare con maggior precisione la rischiosità della clientela. Nel caso dei mutui, la banca di spone inoltre di maggiori informazioni sulla famiglia che richiede il prestito rispetto a quanto accade per le operazioni di credito al consumo. È quindi ragionevole attendersi che vi sia un uso del credit scoring anche nel decidere il prezzo del prestito e non soltanto nella fase di concessione del finanziamento. Politi che di prezzo più attente al rischio specifico del cliente consentono un’allocazione del credito più efficiente. La letteratura empirica sul tema è limitata e riguarda principalmente gli Stati Uniti. In questo paese negli anni ’80 i tassi di interesse sui mutui risultavano poco legati alle caratteristi che di rischio specifico del cliente, mentre nel corso degli anni ’90 le strategie di risk-based pricing si sono progressivamente diffuse. Nel lavoro, che utilizza i dati dell’indagine Eu-Silc ( Community Statistics on Income and Living Conditions ) raccolti da Eurostat, il rischio di credito è approssimato dalla probabilità stimata di risultare in arretrato nel rimborso del mutuo. La probabilità di arretrato è analizzata per le famiglie di diversi paesi europei. Tuttavia, poiché indicazioni sui tassi di interesse del contratto di mutuo sono disponibili soltanto per l’Italia, l’analisi delle strategie di prezzo basate sul rischio è limitata al nostro paese. I risultati mettono in lu ce che in Italia vi è un legame tra il tasso di interesse sul mutuo e lo specifico rischio di credito del cliente. Per i mutui concessi dal 2000 al 2007, il differenzia le di tasso di interesse fra le classi di famiglie più e meno rischiose è pari a 43 punti base. Inoltre, il ricorso a strategie di prezzo basate sul rischio specifico del debitore sembra essere cresciuto nel tempo, coerentemente con la maggiore diffusione e precisione delle metodologie di credit scoring e analogamente a quanto accaduto negli Stati Uniti. Il lavoro, infine, quantifica il premio per il rischio richiesto dalle aziende di credito nel concedere mutui. Per quelli concessi dal 2000 al 2007 a un incremento della probabilità di in solvenza del mutuatario pari a 1 punto percentuale è associato un aumento del tasso di interesse di 21 punti base. L’ ordine di grandezza di questo premio al rischio è inferiore a quello stimato da Edelberg (2006) negli Stati Uniti per mutui concessi alla fine degli anni ’90, pari a circa 38 punti base.  

Pubblicato nel 2011 in: Journal of Banking and Finance, v. 35, 5, pp. 1277-1290