N. 540 - La sensitività al ciclo economico delle politiche di bilancio: stime con dati in tempo reale

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di Lorenzo Forni e Sandro Momigliano dicembre 2004

Il lavoro stima una funzione di reazione della politica di bilancio per i paesi OCSE nel periodo 1994-2004. La principale innovazione rispetto alla letteratura empirica sull’argomento riguarda l’utilizzo, tra le variabili esplicative, di informazioni in tempo reale sulla situazione ciclica dell’economia, ossia informazioni disponibili al momento in cui è stata presa la decisione di bilancio.

Le valutazioni in tempo reale della situazione ciclica utilizzate nel lavoro sono le stime dell’output gap (il divario tra prodotto effettivo e potenziale, in percentuale del prodotto potenziale) desunte dalla pubblicazione Economic Outlook (EO) dell’OCSE. Le valutazioni dell’OCSE, oltre a essere omogenee tra paesi, possono essere considerate una buona approssimazione di quelle disponibili per le autorità nazionali al momento della definizione degli interventi di bilancio.
I dati in tempo reale sono confrontati con quelli ex-post, ossia con le valutazioni attualmente disponibili (contenute nell’EO del giugno 2004) sulla situazione congiunturale degli anni in esame. Le differenze tra i dati in tempo reale ed ex-post sono, per molti paesi, significative, persistenti nel tempo e sistematiche (cioè a media significativamente non nulla).
Le stime della funzione di reazione della politica di bilancio utilizzando i dati in tempo reale indicano che, nel periodo considerato, in presenza di condizioni congiunturali sfavorevoli attese per l’anno successivo, la politica di bilancio (generalmente definita in autunno, per avere effetti nell’anno successivo) è stata in media anticiclica: un output gap stimato in tempo reale pari a un punto percentuale del PIL ha indotto politiche espansive discrezionali pari a circa lo 0,2 per cento del prodotto. La reazione a condizioni favorevoli (output gap positivo) non risulta invece significativa. I risultati sono sostanzialmente analoghi se, invece delle condizioni cicliche attese per l’anno successivo, si utilizzano le stime della situazione ciclica dell’anno in cui sono prese le decisioni di bilancio.
L’utilizzo dei dati in tempo reale rispetto a quelli ex-post determina un significativo miglioramento della capacità esplicativa del modello. Confrontando le stime ottenute con le due tipologie di dati, la principale differenza riguarda la risposta della politica di bilancio alle condizioni cicliche sfavorevoli. In base ai dati ex-post, essa risulta quantitativamente inferiore e statisticamente non significativa.
Emergerebbe quindi che le azioni di bilancio realizzate sono state stabilizzatrici rispetto alla situazione congiunturale allora percepita. Tuttavia, a causa degli errori nella valutazione di tale situazione, la capacità anticiclica di tali azioni, misurata ex-post, risulta sostanzialmente nulla.
I risultati suggeriscono come l’utilizzo di dati in tempo reale sia essenziale ai fini di una valutazione corretta delle politiche di bilancio. Si argomenta inoltre che la stima della reazione ciclica del bilancio basata su dati ex-post relativa a singoli paesi possa risultare distorta sia verso l’alto sia verso il basso (a seconda del segno della correlazione tra l’errore di misurazione dell’output gap compiuto al momento della definizione degli interventi di bilancio e l’output gap misurato ex-post) e che quindi particolare attenzione deve essere posta quando si effettuano tali stime e si confrontano i risultati tra paesi.
Nella parte finale del lavoro, in base ai parametri stimati, si valutano le implicazioni delle differenze tra dati in tempo reale ed ex-post per la conduzione delle politiche di bilancio dei singoli paesi. L’analisi suggerisce che la sovrastima del tasso di crescita del PIL potenziale negli ultimi anni potrebbe avere indotto politiche eccessivamente espansive in alcuni paesi.