N. 3 - La banca centrale e il territorio. Le strutture periferiche della Banca d'Italia

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di Angelo Battilocchi e Marco Melini marzo 2017

Il lavoro intende fornire un resoconto, sintetico ma il più possibile organico, di come la Banca d'Italia ha organizzato la rete territoriale sul piano sia nazionale che internazionale nel corso della sua storia più che centenaria.

Si ripercorrono le tappe dell’espansione della Banca nazionale, istituto dalla doppia anima genovese e sabauda, avvenuta parallelamente all’Unità d’Italia. L’istituto adottò strategie diverse: dalla mediazione, riuscita con Parma e Venezia e fallita con i toscani, alla convivenza su una base di predominanza con i banchi meridionali.

Fu un processo non lineare, ostacolato da resistenze interne e da particolarismi locali, tanto che ci vollero più di trent’anni per una prima semplificazione del panorama degli istituti di emissione e altrettanti per arrivare ad un unico istituto.

Tra il 1893 e il 1895, tra la crisi bancaria e l’affidamento del servizio di tesoreria provinciale a lungo inseguito, il patrimonio genetico sabaudo – istituzionale prevalse su quello ligure – commerciale, pur senza oscurarlo del tutto. Da allora l’espansione ricalcò le vicende dell’articolazione provinciale dell’amministrazione statale, con due sole eccezioni: la presenza nelle colonie, che seguì un percorso particolare, e l’istituzione di agenzie in città non capoluogo di provincia, attraverso cui l’Istituto intendeva offrire servizi bancari in località che ne erano carenti. Con le agenzie nel 1929 la Banca arrivò a contare 148 dipendenze, per poi giungere a una punta massima di 152 durante alcune fasi del secondo conflitto mondiale.

Dagli anni ’60 cominciò una fase di contrazione graduale, proprio con la soppressione delle agenzie. Nell’ultimo decennio il ridimensionamento della presenza locale è ripreso con decisione, dando luogo a una drastica riduzione del numero delle filiali. In conclusione si può dunque affermare che l'Istituto ha saputo modulare la propria articolazione periferica espandendola e contraendola in relazione alle sollecitazioni provenienti dal mutare del contesto politico, geografico ed economico in cui si trovava ad operare, e ai diversi compiti istituzionali che le sono stati via via affidati.

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