Con precedenti comunicazioni è stata richiamata l'attenzione sugli effetti negativi sul piano della stabilità e sui rischi reputazionali e operativi insiti nell'instaurare, anche inconsapevolmente, rapporti con soggetti iraniani inseriti in liste internazionali o colpiti da iniziative di singoli Stati in relazione al coinvolgimento, a qualsiasi titolo, in programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa.
Si segnala ora che il Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (GAFI), al termine dell'Assemblea Plenaria tenutasi a Parigi dal 10 al 12 ottobre uu.ss., ha emanato un comunicato - disponibile sul sito dell'organizzazione www.fatf-gafi.org - nel quale si formulano più generali riserve sul grado di affidabilità del sistema iraniano di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.
Il GAFI ha chiesto all'Iran di provvedere al più presto a intraprendere iniziative correttive, tenendo anche conto delle carenze identificate dal Fondo Monetario Internazionale nel Rapporto redatto nel 2006 ai sensi dell'Article IV Consultation. In relazione a quanto precede, si invita a valutare con la massima cura il rischio insito in tutte le relazioni con controparti iraniane.
In particolare, si raccomanda di porre in essere forme rafforzate di customer due diligence, tali da pervenire a una compiuta identificazione delle controparti e da consentire un'approfondita valutazione della coerenza e compatibilità dell'operazione richiesta con il profilo economico-finanziario del cliente.