Con precedenti comunicazioni, si è richiamata l'attenzione sulle preoccupazioni espresse dal Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (GAFI) in merito alle manchevolezze del sistema iraniano di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.
Si segnala ora che il GAFI, al termine dell'Assemblea plenaria tenutasi a Parigi dal 24 al 28 febbraio uu.ss., ha emanato un comunicato - disponibile sul sito dell'organizzazione www.fatf-gafi.org - nel quale si formulano giudizi critici sul grado di affidabilità del sistema di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo di Pakistan, Sao Tomé e Principe, Turkmenistan e Uzbekistan. Nello stesso comunicato, pur dando atto degli sforzi compiuti recentemente, si mantengono riserve sull'adeguatezza dei sistemi attualmente in vigore nella parte settentrionale di Cipro e in Iran.
A tale ultimo riguardo, facendo seguito alla comunicazione del novembre scorso, si richiama la circostanza che la recente risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1803(2008), nel quadro delle iniziative volte a contrastare lo sviluppo del programma nucleare iraniano, ha chiesto agli Stati membri di vigilare sui rapporti intrattenuti dagli intermediari finanziari nazionali con tutte le banche iraniane, tra le quali, in particolare, Bank Melli e Bank Saderat.
In relazione a quanto precede, si invita a valutare con la massima cura il rischio insito in tutte le relazioni con controparti provenienti dai citati Paesi.
In particolare, si raccomanda di porre in essere forme rafforzate di customer due diligence, tali da pervenire a una compiuta identificazione delle controparti e da consentire un'approfondita valutazione della coerenza e compatibilità dell'operazione con il profilo economico-finanziario del cliente.