Il Fondo monetario internazionale (FMI) è un’istituzione finanziaria internazionale creata nel 1944 a seguito degli accordi di Bretton Woods con l’obiettivo di (a) promuovere la cooperazione monetaria internazionale, la stabilità negli scambi e un sistema di tassi di cambio ordinato, (b) sostenere la crescita economica e l’occupazione e (c) offrire assistenza finanziaria a paesi con difficoltà di bilancia dei pagamenti. Questi obiettivi generali sono perseguiti attraverso tre strumenti principali: (a) la sorveglianza sulle politiche di cambio ed economiche dei paesi membri; (b) l’erogazione di prestiti di breve e medio termine a paesi in difficoltà e (c) la fornitura di servizi di assistenza tecnica ai paesi membri. Attualmente ne fanno parte 185 paesi.
La struttura di governo dell’FMI prevede un Consiglio Direttivo composto da un Managing Director e da alcuni Vice o Sostituti di estrazione regionale; a questi si aggiungono i 24 membri del Consiglio di amministrazione (Direttori esecutivi). Ai sensi dello Statuto, i 5 paesi con il maggior numero di voti (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia e Regno Unito) possono nominare direttamente il proprio Direttore, mentre i rimanenti sono eletti ciascuno dai paesi appartenenti a un dato raggruppamento (constituency). L’Italia fa parte di una constituency che comprende anche Albania, Grecia, Malta, Portogallo, San Marino e Timor-Leste; nel loro insieme tali paesi rappresentano circa il 4,2 per cento dei voti complessivi.
Il Governatore della Banca d’Italia partecipa all’FMI in qualità di Alternate Governor per l’Italia. Insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Banca d’Italia contribuisce inoltre a determinare le posizioni assunte dal Direttore Esecutivo italiano presso il Consiglio di Amministrazione dell’FMI.