Congiuntamente alle proprie riserve, la Banca d'Italia gestisce, sulla base di linee guida fissate dal Consiglio Direttivo della BCE, una quota delle riserve conferite alla BCE all’avvio dell’Unione economica e monetaria. Per queste riserve si applica un approccio parzialmente decentrato: alcune funzioni – quali la gestione del rischio e le rilevazioni contabili – sono condotte direttamente dalla BCE mentre l’investimento del portafoglio e l’attività di riscontro e regolamento delle operazioni effettuate sono affidate alle singole BCN. Naturalmente, le attività previste a livello decentrato ed attribuite alle singole banche centrali nazionali sono svolte nell’ambito delle suddette linee guida. Tali linee guida traducono gli obiettivi generali della gestione in principi e regole, che comprendono requisiti di idoneità degli emittenti e delle controparti, così come uno schema per la gestione dei rischi di mercato.
Obiettivo principale della gestione delle riserve ufficiali della BCE è quello di garantire la disponibilità delle risorse liquide necessarie per effettuare eventuali interventi sul mercato dei cambi. Peraltro, in caso di interventi massicci, la BCE potrebbe anche richiedere ulteriori conferimenti di riserve da parte delle banche centrali nazionali, oppure finanziare gli interventi senza ricorrere alle riserve ufficiali (ad esempio tramite swap di euro contro le valute d’intervento). Premessa la necessità di rispettare gli stringenti criteri di liquidità e sicurezza che discendono dalle finalità del portafoglio di riserve, la gestione delle riserve della BCE persegue anche l’obiettivo della massimizzazione del rendimento.
Un importante principio generale da applicare alla gestione delle riserve della BCE, nonché di quelle nazionali, è quello della “market neutrality”, in base al quale l’attività d’investimento deve svolgersi su mercati sufficientemente spessi e liquidi, in modo da non interferire sul processo di formazione dei prezzi degli strumenti negoziati.