L'Archivio storico della Banca d'Italia (ASBI) è formato dai documenti, prodotti o ricevuti dall'Istituto nel corso della sua attività, relativi ad affari conclusi da oltre 40 anni e destinati alla conservazione permanente. L'ASBI conserva anche le carte degli istituti predecessori (Banca di Genova, Banca di Torino e Banca Nazionale nel Regno d'Italia) insieme a altri fondi d'archivio, depositati o donati alla Banca. L'Archivio custodisce, poi, le carte storiche di enti cessati collegati all'attività dell'Istituto. Attualmente il patrimonio archivistico dell'ASBI è composto da 20 fondi e gli estremi cronologici vanno dal 1840 al 1970 circa.
Per il ruolo cruciale che la Banca d'Italia ha sempre avuto nella storia del Paese, l'ASBI è la fonte più importante per le ricerche sulla storia economica e bancaria italiana degli ultimi 160 anni. Conserva, infatti, documentazione di estremo interesse sulla politica economica e monetaria del nostro Paese, sull'evoluzione del sistema bancario, sulla storia industriale italiana, sui rapporti economici internazionali, sulle economie locali ed è intensamente studiato anche per biografie, ricerche di storia politica e dell'architettura.
Pur avendo un carattere unitario, l'ASBI è suddiviso sul piano organizzativo tra l'Archivio storico dell'Amministrazione Centrale e le Sezioni storiche delle Filiali, la cui gestione è affidata alle stesse dipendenze periferiche con la supervisione dell'Archivio storico dell'Amministrazione Centrale.
Accanto alla documentazione di tipo tradizionale su supporto cartaceo, che costituisce attualmente la maggior parte delle fonti custodite, l'Archivio storico ha anche il compito di conservare il patrimonio storico fotografico della Banca e le fonti multimediali (audiovisive e sonore) prodotte o acquisite dall'Istituto.