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I territori d’oltremare

Disegno a tempera di Federico De Gaetani per un manifesto dell’Esposizione “Terre italiane d’oltremare”, Napoli 1940 (Asbi, Banca d'Italia, Affari coloniali, pratt., n. 261)

LA SOMALIA ITALIANA

La colonia della Somalia italiana era stata istituita nel 1908, quando il comandante delle truppe coloniali, il maggiore Di Giorgio, aveva occupato Mogadiscio.

Nel 1910 fu introdotta come moneta la Rupia d'argento, pari a 1/15 di sterlina e pari a 1,68 lire. La crisi post-bellica avrebbe ben presto messo in evidenza gli svantaggi di un ragguaglio a due monete. Inoltre, l'aumento del valore dell'argento sul mercato mondiale provocò il tesoreggiamento e l'esportazione di contrabbando delle rupie.

Il Governo italiano, di fronte all'evidente antieconomicità delle coniazioni, decise con il regio decreto del 13 maggio 1920, di autorizzare la Banca d'Italia a emettere nella Somalia italiana buoni di cassa da "una, cinque, dieci, venti e cinquanta rupie" italiane, per un valore complessivo che non doveva eccedere la somma di 2 milioni. I buoni di cassa furono prodotti a Roma, nelle Officine della Banca, sotto la vigilanza del Ministero del Tesoro.

Per decreto, i buoni furono dichiarati convertibili in argento, ma per evidenti ragioni di opportunità la convertibilità fu sospesa subito dopo l'emissione. Tutte le spese di emissione furuno poste a carico della Banca d'Italia, che fino al 1925 produsse 5,6 milioni di rupie a fronte dei 2 inizialmente autorizzati.

Con il regio decreto del 18 giugno 1925, i buoni cessarono di avere corso legale. Dal 1° luglio nella Somalia italiana subentrò la lira italiana.


L'AFRICA ORIENTALE ITALIANA

Conclusa la guerra di Etiopia, durata sette mesi, il 9 maggio 1936 fu istituito l'impero coloniale italiano, denominato Africa Orientale Italiana (AOI), formato dai territori della Somalia italiana, Etiopia ed Eritrea, quest'ultima colonia italiana sin dal 1890.

La valuta ufficiale dell'impero era la lira dell'AOI, equivalente alla lira italiana e con lo stesso tasso di cambio rispetto alle valute terze. Le prime banconote furono stampate nel 1938. Con il decreto ministeriale del 28 marzo 1938 la Banca d'Italia fu autorizzata a emettere serie speciali di biglietti da 1.000, 500, 100 e 50 lire, che potevano circolare legalmente solo nei territori dell'AOI. Per i tagli maggiori vennero utilizzati i soggetti disegnati da Giovanni Capranesi per le banconote italiane. Per le banconote da 50 lire fu scelto invece il tipo disegnato da Giovanni Pietrucci con la lupa capitolina sul verso. Tutte le banconote dovevano avere sul recto la scritta Serie Speciale Africa Italiana, poi modificata in Serie Speciale Africa Orientale Italiana.

La circolazione cessò con l'occupazione britannica del 1941.

L'ALBANIA

L'intervento politico, militare ed economico dell'Italia in Albania si sviluppò negli anni che vanno dal 1925 al 1939. Nel marzo del 1925 furono infatti concluse le convenzioni che accordarono all'Italia concessioni petrolifere, nonché l'incarico di creare una banca di emissione, la Banca Nazionale di Albania, costituita a Roma il 2 settembre 1925 con il duplice ruolo di istituto di emissione e creditizio.

Secondo gli accordi stipulati tra il Governo italiano e quello albanese il 20 aprile 1939, fu istituita la cosiddetta "area della lira", che comportò l'abolizione di ogni restrizione monetaria tra i due paesi. Fu, inoltre, stabilita una parità fissa fra il franco albanese e la lira.

La Banca Nazionale d'Albania affidò alle Officine carte valori della Banca d'Italia la stampa delle proprie banconote destinate alla circolazione nazionale. Per la realizzazione dei nuovi biglietti vennero utilizzati in parte i soggetti già impressi sulle banconote da 50 lire di "secondo nuovo tipo" e da lire 100 di "nuovo tipo", opportunamente modificati.



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