Tra il 1982 e il 1985 la serie delle banconote in circolazione fu completamente rinnovata dall'emissione di cinque nuovi biglietti nei tagli da 1.000, 5.000, 10.000, 50.000 e 100.000 lire.
Con l'eccezione del biglietto da 1.000 cosiddetto "a perdere", la nuova serie venne progettata in modo che gli elementi di sicurezza permettessero il riconoscimento automatico dei biglietti con macchine selezionatrici.
Nel 1985 fu accertato in Sicilia quello può essere definito come il più emblematico esempio dell'"arte" della contraffazione. Furono sequestrati circa 14.000 esemplari falsificati del taglio da 50.000 lire "tipo 1977". Le banconote contraffatte, pur realizzate con tecniche del tutto tradizionali, rappresentano un caso anche più pericoloso delle contraffazioni realizzate in tempi più recenti mediante scanner o fotocopiatrici a colori. Tutte le parti del disegno del biglietto erano state infatti ritoccate manualmente con grande perizia e riproposte con ben venticinque passaggi di stampa a perfetto registro. Nella sezione del Museo destinata alle "Falsificazioni" è possibile vedere uno dei pochissimi elementi che distinguevano l'originale dal falso.
Negli anni '90, a fronte di una riduzione del potere di acquisto del segno monetario, si cominciò a lavorare al progetto di un nuovo taglio massimo, al quale si pensava peraltro sin dagli anni ottanta. Si rinnovò anche la serie in circolazione con la realizzazione dei bozzetti per i biglietti di nuovo tipo. L'ultima banconota creata nel settembre del 1997 dalla Banca d'Italia fu quella con il valore nominale più alto: la 500.000 lire con l'effige di Raffaello.