Agli inizi degli anni '70, la Banca d'Italia progettò e realizzò due banconote di valore intermedio, da 2 e da 20 mila lire, in modo da ampliare la scala dei tagli.
Con le emissioni della seconda metà degli anni '70 si intervenne invece sui tagli già in circolazione per realizzare un prodotto completamente rinnovato dal punto di vista estetico e che riducesse il rischio di contraffazioni. Le indagini condotte dalla Banca avevano infatti evidenziato che un'efficace difesa contro le falsificazioni dovesse basarsi non solo sul costante aggiornamento dei sistemi di stampa e sul perfezionamento delle tecniche di produzione della carta filigranata, ma anche su una maggiore attenzione del pubblico ai biglietti utilizzati.
Per indurre i cittadini a guardare le banconote utilizzate, i ritratti di personaggi illustri, facilmente riconoscibili da tutti a prima vista, furono sostituiti con volti anonimi di pura invenzione del bozzettista o tratti da opere d'arte. Il lavoro fu affidato agli incisori della Banca Giovanni Pino e Guglielmo Savino.