Nel corso degli anni, le difese approntate per la lotta alla falsificazione delle banconote, inizialmente indirizzate solo verso i sistemi di produzione e le tecniche di stampa, cominciarono a puntare anche su incentivi alle forze dell'ordine per un'azione sempre più incisiva. Significativi al riguardo i collegamenti internazionali, tra tutti la "Convenzione internazionale per la repressione del falso monetario", siglata a Ginevra il 20 aprile 1929 e resa esecutiva in Italia con il regio decreto del 20 giugno 1935, n. 1518.
Durante la seconda guerra mondiale, l'allestimento di un nuovo stabilimento a L'Aquila consentì di mantenere comunque inalterata la produzione dei biglietti. L'attività proseguì, seppur molto più lentamente e tra notevoli difficoltà, anche dopo il bombardamento del dicembre 1943 che aveva praticamente distrutto quasi tutte le attrezzature e causato 19 vittime, di cui sedici donne.
Mentre nello stabilimento de L'Aquila si stampavano i biglietti dell'ultima serie e le banconote che potevano circolare solo nell'Africa Orientale italiana e in Albania, nelle officine carte valori dell'Istituto Poligrafico dello Stato, che disponeva allora di un macchinario inadeguato, si producevano esclusivamente i biglietti della Banca d'Italia di vecchio tipo, disegnati dal Barbetti.
Dall'ottobre del 1943, l'Istituto Poligrafico dello Stato sospese ogni attività, dal momento che alcune delle sue macchine litografiche Roland e altri materiali da stampa erano stati portati dall'esercito tedesco all'Istituto geografico militare di Firenze. Lo stabilimento romano del Poligrafico riprese a funzionare solo nel novembre del 1944, dopo la liberazione della città da parte delle truppe alleate e il recupero dei macchinari sottratti.
A seguito delle pressioni esercitate dal Governo della Repubblica Sociale, sempre nell'ottobre del 1943, parte degli uffici dell'Amministrazione centrale della Banca si erano trasferiti a Moltrasio, sul lago di Como. La produzione monetaria venne affidata a stabilimenti privati, sotto il controllo dell'Istituto Poligrafico e di rappresentanti del Provveditorato generale dello Stato e della Banca d'Italia.
Nel luglio del 1943, dopo lo sbarco in Sicilia, vennero messe in circolazione le prime partite di Am-lire, la cui diffusione andò di pari passo con l'avanzata degli Alleati.
Il Bureau of Engraving and Printing di Washington aveva avviato un progetto per l'introduzione della carta moneta di occupazione americana fin dal 1942. Nel marzo del 1943 furono disegnate le nuove banconote la cui stampa, eseguita in litografia dalla Forbes Lithograph Manufacturing Co., ebbe inizio nel mese di giugno. Il Bureau si riservò la sovrastampa tipografica degli elementi destinati alla connotazione dei biglietti (valore nominale, serie e paese di utilizzo). Il 24 settembre 1943 furono pubblicate le Norme relative alla circolazione ed al cambio della valuta di guerra degli Alleati, che fissavano per le banconote emesse dagli Alleati un corso alla pari con la lira italiana.