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1915-31

Roma, Palazzo Koch prima della rimozione dei gruppi scultorei di Cantalamessa che ne adornavano la facciata

I primi biglietti della Banca, disegnati dal Barbetti, ebbero varie critiche. Oltre ai difetti di natura estetica, se ne lamentavano altri, "più gravi, d'indole tecnica", in quanto sia il disegno sia la combinazione delle tinte "non opponevano vere difficoltà al falsificatore". Già nel 1898, quando non erano ancora stati emessi in tutti i tagli, vennero pertanto richiesti nuovi disegni al Circolo artistico internazionale di Roma, ma il concorso non diede i risultati attesi.

Nel 1900, lo stesso Direttore generale della Banca, Bonaldo Stringher, condusse un'indagine informale per individuare i nomi di almeno tre artisti in grado di eseguire nuovi bozzetti. La scelta cadde infine su Giovanni Capranesi, "artista noto e reputato", Presidente dell'Accademia di San Luca di Roma.

I bozzetti erano in lavorazione già nel 1910. Sul verso dei tagli maggiori furono raffigurati i due gruppi di sculture di Nicola Cantalamessa-Papotti, che ornavano la facciata di Palazzo Koch, prima di essere rimossi nel 1930 per motivi di stabilità dell'edificio. La scelta dei due gruppi di figure fu dettata dal desiderio di dare ai nuovi bozzetti "un carattere prettamente italiano, semplice e schietto, eliminando ogni concessione a forme di arte bizzarra, che potesse urtare il gusto equilibrato del popolo italiano".

Per garantire, nella scelta dei soggetti e nell'esecuzione dei lavori dei nuovi biglietti, "quella comunanza di criteri estetici e tecnici che ne assicurassero la perfetta loro riuscita" nel 1910 fu anche istituita un'apposita Commissione presieduta da Tito Canovai, che nel 1914 sarebbe divenuto Vice Direttore generale, e composta da Giovanni Capranesi, Tommaso di Lorenzo, Andrea Bianchi ed Ettore Filosini.

L'incisione a mano dei clichés per i nuovi biglietti venne affidata a Tommaso di Lorenzo, Direttore della Regia Calcografia, e ad Andrea Bianchi, mentre la cura delle "incisioni a macchina e di tutti gli altri lavori che richiedevano speciali cognizioni tecniche" toccò ad Ettore Filosini, Direttore tecnico per la fabbricazione dei biglietti della Banca. A dirigere la cartiera fu chiamato Enrico Galliani, "già Direttore di importanti cartiere nell'Alta Italia".

Il gran numero di biglietti falsi esistenti in circolazione e "la diffidenza che già cominciava a manifestarsi in qualche provincia sulle valute cartacee", oltre alla scoperta, avvenuta a Milano nel 1910, "della fabbricazione di biglietti falsi da lire mille", indussero la Banca a studiare la possibilità di creare nuovi biglietti "capaci di presentare maggiori ostacoli alla falsificazione e rispondere meglio alle esigenze estetiche".

Punti di forza del programma di rinnovamento furono lo studio di nuovi soggetti, il miglioramento dei sistemi di produzione della carta filigranata e l'introduzione della stampa calcografica; si abbandona invece l'utilizzo della matrice. Le nuove banconote entrano in circolazione nel 1915.

Nel 1926, con l'unificazione del servizio di emissione dei biglietti, la Banca d'Italia divenne l'unico istituto autorizzato a stampare banconote (R.D.L. 6 maggio 1926, n. 812, convertito nella legge 25 giugno 1926, n. 1262).

Nel 1928 nasce invece l'Istituto Poligrafico dello Stato, con il compito di provvedere all'intero fabbisogno grafico e di stampa della pubblica amministrazione, compresa la stampa dei biglietti di stato, dei francobolli e marche da bollo, della carta bollata.



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