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1894-96

Facciata di Palazzo Koch – Prospettiva originale a colori di Gaetano Koch

La Banca d'Italia, istituita con legge n. 449 del 10 agosto 1893, nacque dalla fusione della Banca Nazionale nel Regno d'Italia con la Banca Nazionale Toscana e la Banca Toscana di Credito.

La creazione della Banca d'Italia chiudeva un lungo periodo di progetti e di studi, iniziati già all'indomani della proclamazione del Regno d'Italia, volti a rimettere ordine nel complesso panorama degli Istituti di emissione ereditato dagli Stati preunitari.

L'approvazione della legge del 1893 fu però soprattutto una risposta alla crisi delle banche di emissione, in particolare della Banca Romana. Con essa, lo Stato riconosceva alla Banca d'Italia, insieme ai Banchi di Napoli e di Sicilia, la facoltà di emettere i biglietti di banca in lire, riservandosi il controllo di tale attività e definendo l'ammontare massimo della circolazione.

Il principio che alla fabbricazione dei biglietti di banca dovessero concorrere sia l'istituto di emissione sia lo Stato, in modo tale che nè l'uno nè l'altro avessero potuto formare un biglietto completo, si concretizzò nell'apposizione di un contrassegno di Stato su ogni banconota. Solo con il Regolamento del 1981 n. 811, l'apposizione del contrassegno divenne una fase integrata, e non più autonoma, nel processo di stampa del biglietto in lire.

In attesa che fossero approntati i modelli per le nuove banconote, la Banca d'Italia venne autorizzata "a creare ed emettere" biglietti utilizzando i clichés della cessata Banca Nazionale nel Regno d'Italia. La Banca d'Italia iniziò ad operare nel gennaio 1894 e, nell'ottobre dello stesso anno, assunse anche la gestione del servizio di tesoreria provinciale dello Stato, funzione che svolge tuttora.

Caratteristica tecnica fondamentale delle banconote emesse in questo primo periodo è la presenza, sul lato sinistro, della matrice quale elemento di sicurezza. Ciò significava che al momento della sua emissione la banconota veniva separata con un taglio irregolare dalla sua matrice: questa rimaneva all'istituto emittente, per cui l'esatta coincidenza tra banconota e matrice costituiva prova della sua autenticità.

Il 28 aprile 1895 venne emanato il Regio Decreto n. 321 sia per meglio regolamentare le delicate operazioni di fabbricazione e custodia dei nuovi biglietti sia per esercitare un più accurato controllo sul ritiro e successivo "abbruciamento" dei biglietti logori o danneggiati. Tali disposizioni vennero poi riprese e parzialmente modificate nel successivo Regolamento n. 508 del 1896, il quale segnò una tappa significativa nel processo di riorganizzazione del sistema di produzione dei biglietti - sia di quelli emessi dallo Stato sia di quelli di banca.



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