Alla vigilia della seconda guerra mondiale, la Banca ritenne opportuno trasferire le officine a L'Aquila, considerata più protetta rispetto al pieno centro di Roma. A dicembre del 1939 cominciarono i lavori di ristrutturazione dell'edificio prescelto per ospitare le officine, situato nei pressi della stazione ferroviaria dove sarebbe stata installata anche la nuova cartiera. Tra novembre e dicembre del 1941 venne completato il trasferimento dei macchinari e del personale destinato al nuovo impianto.
Lo Stabilimento de L'Aquila garantì la produzione dei biglietti di banca durante il periodo bellico. L' attività proseguì anche dopo il bombardamento dell'otto dicembre 1943, evento drammatico che aveva causato la morte di ben 19 persone poiché le officine lavoravano a pieno ritmo nonostante la festività. L'attività cessò definitivamente solo a partire dall'11 giugno 1944, quando le macchine vennero minate dall'esercito tedesco in fuga verso il nord. Nell'estate del 1944 fu deciso di riaprire l'officina romana di via dei Serpenti e tutto il materiale ancora utilizzabile fu trasportato a Roma, dove furono riparate le macchine danneggiate. Nel 1945 fu riattivata anche la cartiera.
La stamperia riprese a funzionare a pieno ritmo, ma l'aumento delle quantità di biglietti da produrre richiese la costruzione di un nuovo stabilimento. Nel 1968 lo Stabilimento si trasferì pertanto nella sua attuale sede in via Tuscolana, in prossimità dell'antico acquedotto di Claudio Felice e di una strada romana, recentemente riportata alla luce.
I lavori di costruzione del nuovo edificio, iniziati verso la fine del 1962, seguirono il progetto dell'architetto Pierluigi Nervi il quale, vincolato dalla vicinanza dei resti dell'acquedotto, ideò un edificio a sviluppo verticale, soluzione particolarmente originale rispetto ai tradizionali edifici industriali. Altra particolarità dello Stabilimento è che i locali di lavorazione e i macchinari sono collocati al secondo di sei piani complessivi, anziché al piano terreno, consentendo così di ottenere prestazioni elevate in termini di sicurezza e di salubrità dei luoghi di lavoro.
Lo Stabilimento occupa un'area di circa 110.000 metri quadrati, con una superficie coperta di 9.600 e un volume complessivo di 225.000 metri cubi. L'architetto Nervi riuscì, grazie a uno studio attento degli equilibri e ad un uso sapiente delle vetrate, nel difficile compito di alleggerire notevolmente l'impressione di ingombro dell'immobile e di consentirne parametri di luminosità più propri dell'edilizia residenziale che non degli stabilimenti industriali.
Attualmente presso lo Stabilimento di Via Tuscolana si compie l'intero ciclo produttivo della fabbricazione delle banconote. La carta filigranata e gli inchiostri sono forniti dall'esterno. Per la produzione dell'euro, l'Officina è stata dotata di macchine per l'applicazione di ologrammi e per la stampa serigrafica, nonché di nuove linee di taglio e di verifica della qualità dei biglietti.