Menù di sinistra
- Stanza A - L'unificazione monetaria
- ISOLA 1 - Soldi, denaro, monete
- ISOLA 2 - Moneta e fiducia
- ISOLA 3 - Moneta e società
- ISOLA 4 - Babele nella penisola
- ISOLA 5 - Gli italiani prima e dopo l'Unità
- ISOLA 6 - Oro, argento o entrambi?
- ISOLA 7 - Giro del mondo in 80 giorni
- ISOLA 8 - Banche di emissione in Italia
- ISOLA 9 - Moneta di carta
- Cronologia
- Stanza B - Fabbricare monete e banconote
- Stanza C - Monete e banconote dagli antichi Stati al Regno d'Italia
- Stanza D - La moneta oggi
ISOLA 9 - Moneta di carta
Nel 1861 le banconote costituivano solo l'8 per cento della circolazione monetaria: per le transazioni quotidiane si utilizzavano le monete metalliche. Le cose cambiarono a partire dal 1866, quando si stabilì che i biglietti della Banca Nazionale del Regno circolassero "a corso forzoso", cioè senza possibilità di convertirli in moneta metallica e con l'obbligo per tutti di accettarli in pagamento. Le monete di maggior valore sparirono presto dalla circolazione e al loro posto si iniziarono a utilizzare le banconote, emesse anche in piccoli tagli. Alla fine del 1866 i biglietti di banca rappresentavano già oltre il 40 per cento dei mezzi monetari.
In questa isola sono esposti i principali strumenti di pagamento cartacei usati in sostituzione della moneta metallica dal Medioevo in poi.
Il primo esempio è costituito dalle lettere di cambio, introdotte dai cambiavalute e dai mercanti-banchieri per i pagamenti a distanza e ancora oggi in uso col nome di cambiali tratte.
Dall'età rinascimentale si diffondono le fedi di credito dei banchi pubblici di deposito, rilasciate a fronte del versamento di contante da parte dei privati. Soltanto a fine Seicento nascono i primi biglietti di banca, che in Italia si impongono solo dopo l'Unità.


