La moneta dell'Italia Unita - Dalla lira all'euro

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ISOLA 5 - Gli italiani prima e dopo l'Unità

Illustrazione tratta da L. Mazzucchelli, Il monetario del commercio, Milano, [s.e.], 1846. Biblioteca Paolo Baffi della Banca d’Italia

All'inizio del Seicento gli stati della penisola italiana erano ancora tra i più ricchi del mondo. "Tre generazioni più tardi - ha scritto Carlo M. Cipolla - l'Italia era un paese sottosviluppato, prevalentemente agricolo, importatore di manufatti ed esportatore di prodotti agricoli".

Nel 1820 il prodotto per abitante era ancora fermo al livello di due secoli prima. Anche di questo arretramento economico dell'Italia rispetto ai paesi più sviluppati si nutrì la volontà di riscatto e di unità nazionale del Risorgimento italiano.

Nel 1861 i consumi medi di un italiano, al potere d'acquisto attuale, erano intorno ai 1.120 euro l'anno, destinati essenzialmente ai consumi alimentari. Il 78 per cento della popolazione era analfabeta; la quota saliva al 90 per cento nel Mezzogiorno.

Alla celebrazione del primo cinquantenario dell'Unità, nel 1911, i consumi medi degli italiani erano saliti a 1.700 euro l'anno, con un incremento di oltre il 50 per cento, e la percentuale di analfabeti era scesa al 38 per cento. Nel 1872 gli italiani avevano una "speranza di vita alla nascita" di circa 30 anni (una delle più basse in Europa), mentre alla vigilia della Prima guerra mondiale un neonato italiano aveva una vita attesa di 50 anni. Oggi gli italiani hanno una aspettativa di vita tra le più elevate al mondo, seconda solo a quella del Giappone.

Grazie a uno schermo interattivo, potrai capire meglio quali erano le effettive condizioni di vita degli italiani dell'Ottocento; potrai inoltre studiare una carta dell'Italia preunitaria risalente al 1837.