Menù di sinistra
- Stanza A - L'unificazione monetaria
- ISOLA 1 - Soldi, denaro, monete
- ISOLA 2 - Moneta e fiducia
- ISOLA 3 - Moneta e società
- ISOLA 4 - Babele nella penisola
- ISOLA 5 - Gli italiani prima e dopo l'Unità
- ISOLA 6 - Oro, argento o entrambi?
- ISOLA 7 - Giro del mondo in 80 giorni
- ISOLA 8 - Banche di emissione in Italia
- ISOLA 9 - Moneta di carta
- Cronologia
- Stanza B - Fabbricare monete e banconote
- Stanza C - Monete e banconote dagli antichi Stati al Regno d'Italia
- Stanza D - La moneta oggi
ISOLA 3 - Moneta e società
Come in tutti i paesi, anche nell'Italia del XIX secolo vi erano famiglie ricche e famiglie povere che vivevano in mondi lontani gli uni dagli altri. I ricchi maneggiavano monete di maggior valore, d'oro e d'argento, oppure lettere di credito, assegni, "buoni". Tra loro e gli appartenenti alla classe dei lavoratori, degli operai e dei braccianti, le distanze monetarie erano abissali.
Quando nel 1844 fu fondata la Banca di Genova, la sua banconota più piccola valeva 250 lire nuove, mentre lo stipendio medio mensile di un impiegato non raggiungeva le 50 lire. Dopo l'Unità, la più piccola moneta d'oro - poco più grossa di un'unghia - valeva 5 lire, che per alcuni era pari al salario di una settimana.
Anche le monete di piccolo conio non circolavano in grande quantità. Chi lavorava all'interno della famiglia ne vedeva di rado, come molti contadini o le domestiche che prestavano servizio nelle famiglie di città. E, se possibile, era meglio non spenderle e accantonarle per i giorni difficili.
La letteratura pedagogica insisteva sul risparmio, sull'uso del salvadanaio o delle Casse di Risparmio. Altrimenti si sarebbe stati costretti a impegnare i propri beni al "Monte di pietà" o a chiedere la carità per poche monetine, che qualcuno sognava di trasformare in migliaia di lire con il colpo di fortuna delle lotterie, dei giochi d'azzardo, delle tombole.
In questa isola potrai osservare, tra l'altro, un "libretto di depositi fruttiferi" in uso nel 1878 presso una banca piemontese, oppure alcune fiches da gioco originali usate dall'aristocrazia del XIX secolo, oppure ancora un grazioso salvadanaio in ceramica cinese distribuito da una Cassa di Risparmio ai suoi clienti, quale esempio di incoraggiamento al risparmio da parte delle banche.


