L’operare del sistema dei pagamenti rende necessario la definizione di accordi di cooperazione tra gli operatori del mercato. Ciò è evidente nell’area delle procedure interbancarie, dove la singola banca è chiamata giornalmente a scambiare con tutte le altre volumi considerevoli dei diversi strumenti di pagamento. Tale esigenza è presente anche nell’area dei servizi offerti alla clientela finale, dove l’utente deve avere la possibilità di accedere, ad esempio con la carta di pagamento rilasciata dalla propria banca, a reti capillari di “punti di contatto”. Tale contesto riflette le esternalità di rete che pervadono il sistema dei pagamenti.
L’operare del sistema dei pagamenti richiede un quadro normativo (leggi, regolamenti, convenzioni) che regoli i diritti e gli obblighi delle diverse parti coinvolte nell’utilizzo degli strumenti di pagamento e nell’operatività delle procedure interbancarie. In questo quadro, il ruolo delle autorità e, in particolare, l’intervento della banca centrale assumono varie connotazioni.
Le funzioni delle banche centrali nel sistema dei pagamenti sono strettamente legate all’evoluzione del sistema monetario. L’esistenza stessa delle banche centrali è derivata dai problemi posti dal passaggio dalla moneta-merce alla moneta fiduciaria. La presenza di una tale istituzione pubblica nelle economie basate sulla moneta fiduciaria mira innanzitutto ad assicurare il buon fine (definitività) sia dei pagamenti effettuati dal pubblico, sia dei pagamenti effettuati fra banche attraverso la movimentazione dei loro depositi presso la banca centrale.
Le banche commerciali hanno bisogno di utilizzare i sistemi di pagamento per dare esecuzione ai servizi di pagamento richiesti dalla clientela, cosa che comporta il regolamento (interbancario) di un ampio ammontare di pagamenti con una scarsa disponibilità di riserve. L’effettivo accesso ai conti della banca centrale permette alle banche commerciali non solo di regolare con carattere di definitività i propri pagamenti interbancari, ma anche di avere accesso al credito della banca centrale. La detenzione di un conto presso la banca centrale è quindi una condizione necessaria anche se non sufficiente per una attiva presenza delle banche sul mercato dei servizi di pagamento. A fronte di questo “vantaggio” le banche sono soggette ai costi della regolamentazione e di vigilanza imposti dall’ordinamento e dalle autorità per fini prudenziali
Inoltre l’esperienza storica ha confermato come anche nel settore dei pagamenti possano verificarsi fallimenti del mercato propri di altri settori economici e cioè quelle carenze nelle dinamiche e/o negli assetti di mercato che impediscono di conseguire l’“ottimo sociale”, l’equilibrio cioè che approssima il livello massimo di utilità dei servizi.
L’attività di Sorveglianza delle banche centrali sul SDP e il loro intervento diretto come produttrici di sistemi di regolamento per i pagamenti interbancari rispondono all’esigenza di minimizzare queste carenze e di indirizzare lo sviluppo e il funzionamento del SDP verso obiettivi compatibili con gli interessi generali. Se la gestione dei sistemi di pagamento e di regolamento è l’attività più antica nella storia delle banche centrali, la Sorveglianza del SDP rappresenta un compito recente, che ha riflesso negli ultimi decenni la crescente presenza del settore privato e l’ accresciuta complessità e rischiosità del sistema.
Una ulteriore categoria di intervento della banca centrale, dai connotati meno definiti, è rappresentata dallo svolgimento di una funzione di coordinamento e di "catalizzazione" della cooperazione fra gli intermediari e fra questi e la banca centrale. Quale che sia la sua configurazione istituzionale e funzionale, nelle moderne economie l’azione delle banche centrali si inscrive nel quadro dei principi comuni concordati nelle sedi di cooperazione internazionale per i sistemi di pagamento.