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I principali prodotti derivati

I prodotti derivati costituiscono un contratto a termine e cioè un accordo tra due soggetti per la consegna di una determinata quantità di un certo sottostante a un prezzo (prezzo di consegna) e a una data (data di scadenza o maturity date) prefissati.

L'acquirente del contratto a termine (vale a dire colui che si impegna alla scadenza a corrispondere il prezzo di consegna per ricevere il sottostante) assume una posizione lunga (long position), mentre il venditore (vale a dire colui che si impegna alla scadenza a consegnare il sottostante per ricevere il prezzo di consegna) assume una posizione corta (short position).

I derivati possono essere acquistati su mercati regolamentati (ad esempio, futures e opzioni) o al di fuori di questi (ad esempio, gli swaps); in tale ultimo caso sono generalmente negoziati tramite l'intervento di un intermediario (banche o Società di intermediazione mobiliare) e sono chiamati over the counter derivatives.

- FUTURES
I futures sono derivati con i quali una parte si impegna ad acquistare o a vendere, a una data futura, una certa quantità di una determinata attività (sottostante) ad un prezzo concordato. Essi comportano l'obbligo, sia per l'acquirente sia per il venditore, di eseguire la prestazione contrattualmente prevista.

In particolare, l'acquirente si impegna già al momento della stipulazione ad accettare la consegna dell'attività sottostante e a effettuare il pagamento al prezzo convenuto, a prescindere da quello presente sul mercato al momento della consegna stessa. Di contro, il venditore si impegna a accettare il pagamento e a consegnare l'attività sottostante alla scadenza della data fissata.

L'attività sottostante, come detto, può essere rappresentata da un bene reale (grano, petrolio), da un'attività finanziaria (azioni, titoli di Stato) o da un indice (indice azionario S&P/MIB).

- OPZIONI
L'opzione è un derivato che conferisce all'acquirente il diritto di acquistare (call) o di vendere (put) una certa quantità di un bene ad un prezzo prefissato (c.d. prezzo di esercizio), dietro il pagamento di un premio. L'opzione è detta europea se il diritto di acquistare o vendere può essere esercitato solo alla scadenza pattuita, americana se invece l'esercizio è possibile in ogni momento fino alla scadenza del contratto. Anche in questo caso la gamma di attività sottostanti è vastissima, e può essere costituita da azioni, titoli di Stato, tassi di interesse, valute, merci e indici come anche da altri derivati (future e swap).

Chi acquista l'opzione assume il diritto e non l'obbligo di acquistare e vendere una certa quantità di un determinato bene; egli è quindi titolare di una facoltà che può anche non esercitare. Questa caratteristica dell'opzione costituisce la principale differenza rispetto al contratto future. Il venditore ha invece l'obbligo di vendere o acquistare, una volta che la controparte ha deciso di avvalersi della citata facoltà; per tale ragione, il venditore riceve un compenso, chiamato premio.

Dal momento che lo scambio dell'attività sottostante avviene ad un prezzo già concordato, nel caso in cui i prezzi di mercato aumentino fino a superare il prezzo di esercizio fissato chi ha acquistato un'opzione call avrà interesse ad esercitare la facoltà di acquisto di cui è titolare in quanto otterrà un guadagno pari alla differenza tra il prezzo corrente di mercato e il prezzo pattuito. Viceversa, il venditore di una call subirà una perdita di pari importo.

Per l'acquirente, quindi, il profitto potenziale può essere teoricamente illimitato, mentre la perdita massima è contenuta nei limiti del premio corrisposto al momento della stipulazione del contratto. Per il venditore invece il guadagno massimo è dato dal premio e consegue al mancato esercizio della opzione, mentre la perdita può essere anch'essa teoricamente illimitata.

Il valore dell'opzione dipende principalmente da due componenti: il valore intrinseco e il valore temporale. Il primo è dato dalla differenza tra il prezzo concordato nel contratto (prezzo di esercizio) e quello corrente di mercato, ed è sempre positivo o nullo; il secondo è dato dalla differenza tra il prezzo dell'opzione (il premio) e il valore intrinseco, ed è massimo al momento iniziale e nullo al momento della scadenza del derivato. Quest'ultimo, sostanzialmente riflette la possibilità, che nel periodo mancante alla scadenza del contratto, il prezzo corrente di mercato del sottostante possa modificarsi nella direzione che renda conveniente l'esercizio dell'opzione; tale valore temporale tende pertanto a ridursi con l'avvicinarsi della scadenza dell'opzione.

- SWAPS
Gli swaps sono derivati con i quali due controparti si impegnano reciprocamente a effettuare pagamenti di somme di danaro lungo tutta la durata del contratto stesso secondo un piano di scadenze predefinito.

La forma più comune è rappresentata dagli swaps su tassi di interesse (interest rate swaps - irs). Con tale derivato, sin dal momento della stipulazione del contratto le due controparti assumono ciascuna nei confronti dell'altra l'obbligo di effettuare pagamenti periodici a titolo di interessi. L'ammontare degli interessi dovuto è dato dal prodotto tra il tasso di interesse concordato (fisso o variabile) a carico di ciascuna parte e un determinato importo (capitale di riferimento o nozionale).

Più specificatamente, lo schema prevede che la parte che si è obbligata a tasso fisso effettuerà pagamenti sempre del medesimo importo lungo tutta la vita del contratto al ricorrere delle scadenze previste; la parte che invece si è obbligata a tasso variabile sarà invece tenuta a corrispondere somme di danaro il cui ammontare varierà in ragione dell'andamento di un parametro finanziario di riferimento, di solito l'Eurolibor.
Date le caratteristiche finanziarie, lo swaps è uno strumento che si presta alla trasformazione degli oneri connessi a finanziamenti.

Va inoltre considerato che lo sviluppo dei mercati e l'innovazione dell'industria finanziaria hanno apportato ampie variazioni alle caratteristiche contrattuali di base per ciascuna delle tipologie indicate; ad esempio, vengono prodotti e offerti dagli intermediari strumenti "strutturati", caratterizzati dalla combinazione tra derivati appartenenti a diverse famiglie ovvero connotati dall'incorporazione dei derivati in altri strumenti finanziari (i cd. prodotti strutturati).



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