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I Prodotti Derivati

I derivati sono strumenti finanziari il cui valore deriva dai prezzi di attività scambiate sui mercati, quali attività finanziarie (ad esempio, azioni, indici finanziari, valute, tassi d'interesse) ovvero attività reali (ad esempio, merci, materie prime); queste variabili sono chiamate "sottostante" del derivato.

In alcuni casi, sono stati sviluppati anche contratti derivati aventi come "sottostante" la probabilita' del verificarsi nel futuro di un evento osservabile oggettivamente (ad esempio, nei cc.dd. weather derivatives, la quantità di neve caduta o le precipitazioni in genere in una determinata zona).

La determinazione del valore di un derivato richiede la capacità di simulare possibili scenari futuri. I derivati sono dunque strumenti complessi, destinati a investitori professionali, o quanto meno evoluti, che sappiano sfruttare le numerose opportunità che offrono e, nel contempo, siano in grado di valutare e gestire correttamente i relativi rischi, che sono notevoli.

Ma in cosa consistono esattamente? Sebbene la piena comprensione di questi strumenti richieda competenze tecniche è comunque possibile conoscere gli elementi base dei principali prodotti derivati sul mercato.

Esistono tre principali tipi di contratti derivati: i futures (impegno ad acquistare o a vendere, a una data futura, una certa quantità di una determinata attività, sottostante, a un prezzo concordato), le opzioni (facoltà di acquistare o vendere, a una data futura, una certa quantità di una determinata attività sottostante, ad un prezzo concordato, dietro il pagamento iniziale di un costo, chiamato premio) e gli swaps.

I derivati sono quindi prodotti che possono essere utili se ben gestiti ma che spesso sono stati collegati a scandali finanziari; tuttavia bisogna considerare che questi scandali sono stati generati non dai derivati "in quanto tali" bensì da un loro utilizzo maldestro e/o fraudolento.

Contrariamente alla opinione comune lo schema dei contratti su derivati ha origine antichissima e nella storia antica si trovano diversi esempi di negoziazioni che rievocano i contratti derivati.
Nel 580 a.c. - racconta Aristotele - Talete di Mileto fece fortuna stipulando in inverno (quando la domanda di utilizzo era ovviamente bassa) una opzione sull'utilizzo in autunno di alcuni frantoi (epoca della massima domanda, tanto più perché quell'anno vi era stata una abbondante raccolta) dei frantoi.
Nel 1164 Genova vendeva a un istituto finanziario (Monte) le entrate fiscali future di alcuni anni in cambio di un anticipo immediato. Nasceva così il primo contratto su derivati stipulato da un Ente locale.

La diffusione più ampia dei contratti su derivati va però rintracciata in età moderna con l'ammissione alla negoziazione al Royal Exchange di Londra di contratti forward (cui seguiva la prima bolla speculativa relativa alla cosiddetta 'mania dei tulipani', 1637) mentre al mercato del riso di Osaka (Yodoya) intorno al 1650 venivano negoziati i primi 'futures'



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