All’apertura di un conto corrente, la banca richiede al cliente il deposito della firma al fine di verificare che le operazioni, in particolare quelle di pagamento, siano effettivamente riconducibili al correntista che le ha disposte, ad esempio mediante l’emissione di un assegno bancario. La firma va apposta su uno specifico documento detto “specimen”.
Nel caso in cui il conto corrente è intestato a due o più persone, il deposito della firma è necessario per ognuna di esse e le operazioni richieste alla banca possono esigere, per la loro corretta esecuzione, la firma di tutti i correntisti (congiunta) ovvero anche di uno solo (disgiunta), a secondo di quanto specificato nel contratto. Il conto corrente, quindi, può essere acceso da due e più persone (congiunto) che possono, però, farne uso in modo separato (disgiunto).
La domiciliazione è un servizio associato al conto corrente che consente di eseguire pagamenti aventi carattere periodico direttamente sul conto, con comodità e sicurezza. L’utilizzo più frequente ricorre per i pagamenti delle utenze (bollette gas, luce, ecc.) come anche per il versamento delle rate di mutuo. Per la sua attivazione, è sufficiente una semplice richiesta allo sportello della propria banca.
A partire dal 12 febbraio 2007, è possibile il trasferimento automatico delle domiciliazioni in caso di chiusura del conto corrente e sarà la nuova banca a gestire il passaggio. Per usufruire di tale agevolazione, occorre compilare uno specifico modulo.
Nel conto corrente, i versamenti e i prelevamenti di denaro e, in generale, le operazioni di incasso e di pagamento producono interessi secondo i tassi e con le periodicità (anche infrannuale) previsti nel contratto. Una volta effettuato il conteggio con riferimento al periodo di tempo concordato, l’importo viene registrato sul conto e da questo momento lo stesso può produrre a sua volta interessi. La capitalizzazione sta ad indicare la possibilità che gli interessi producano a loro volta interessi (anatocismo).
La periodicità del calcolo deve essere la stessa per gli interessi a debito e per quelli a credito del cliente (delibera CICR del 9 febbraio 2000).
La chiusura del rapporto di conto corrente può ricorrere in due casi.
Il cliente può farne richiesta scritta alla banca in qualsiasi momento rispettando i termini di preavviso indicati nel contratto; ha diritto a farsi restituire in tempi brevi le somme depositate e rimaste inutilizzate.
Altro caso ricorre qualora non si intenda accettare le modifiche che la banca vuole apportare alle condizioni contrattuali inizialmente concordate e, per tale motivo, si decide di sciogliere il rapporto attraverso l’esercizio del diritto di recesso. Le variazioni sfavorevoli per il cliente devono essere comunicate dalla banca per iscritto almeno trenta giorni prima della decorrenza delle modifiche, seguendo uno schema denominato “Proposta di modifica unilaterale del contratto”. Il cliente può recedere entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione.
In entrambe le situazioni, la banca non può applicare penali e spese di chiusura, e deve seguire le condizioni contrattuali in precedenza concordate.
Le coordinate bancarie costituiscono un codice che consente l'identificazione univoca del conto corrente. La finalità è quella di agevolare trasferimenti di denaro tra clienti di banche diverse e il suo utilizzo è supportato da procedure elettroniche.
Sono stati definiti diversi codici a seconda delle modalità di pagamento utilizzate:
- il codice BBAN per i pagamenti nazionali;
- il codice IBAN e il BIC per i pagamenti internazionali.
Dal 1° gennaio 2008, il codice IBAN (International Bank Account Number), ossia la codifica internazionale che identifica ciascun conto bancario utilizzato per i pagamenti transfrontalieri, è utilizzato anche per i pagamenti eseguiti in Italia, al posto delle tradizionali coordinate bancarie (codici ABI e CAB e numero di conto corrente). L'aggiornamento delle coordinate ABI, CAB e numero di conto corrente, con il Codice IBAN è stato automaticamente effettuato da ogni banca a favore di quei soggetti (datori di lavoro e/o fornitori) che sono stati autorizzati dal correntista ad effettuare pagamenti sul proprio conto corrente, ed ai quali il correntista stesso ha precedentemente comunicato le proprie coordinate bancarie (ABI, CAB e numero di conto corrente).
Il BBAN (Basic Bank Account Number) è la coordinata bancaria nazionale che consente di identificare il conto corrente del beneficiario permettendo all'ordinante o alla banca di quest'ultimo di verificarne la correttezza grazie alla presenza del carattere dicontrollo.
La struttura del BBAN è fissa ed è composta da 23 caratteri:
CIN: codice di controllo, una lettera
ABI banca destinataria, cinque cifre
CAB filiale destinataria cinque cifre
NUMERO CONTO CORRENTE, lunghezza fissa di 12 caratteri (lettere e numeri)
L'IBAN (International Bank Account Number) è la coordinata bancaria internazionale che consente di identificare, in maniera standard, il conto corrente del beneficiario permettendo all'ordinante o alla banca di quest'ultimo di verificarne la correttezza grazie a due caratteri di controllo.
La struttura dell'IBAN ha una struttura che varia a seconda della nazione con un massimo di 34 caratteri alfabetici e numerici. Per l'Italia è fissata in 27 caratteri: IT, 2 caratteri numerici di controllo internazionali, 1 carattere alfabetico di controllo nazionale (CIN), 5 caratteri numerici (codice ABI), 5 caratteri numerici (CAB), 12 caratteri alfanumerici (numero di conto).
Il Codice BIC (Bank Identifier Code) è un codice utilizzato nei pagamenti internazionali per identificare la banca del beneficiario e può essere formato da 8 o da 11 caratteri alfanumerici. E' utilizzato insieme al codice IBAN per trasferimenti di denaro mediante bonifico internazionale.