N. 1173 - Gli investimenti delle imprese durante due crisi

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di Antonio De Socio e Enrico Sette aprile 2018

Dopo il picco raggiunto nel 2007, gli investimenti delle imprese italiane sono rimasti su livelli nettamente più bassi nel decennio successivo, riflettendo presumibilmente la minore domanda attesa, l'accresciuta incertezza, il peggioramento della redditività, le maggiori difficoltà di accesso al credito, l'elevata leva finanziaria.

Il lavoro esamina il ruolo di questi fattori nei periodi successivi alla crisi finanziaria (2007-2010) e a quella del debito sovrano (2011-15), ponendo particolare attenzione alla leva finanziaria, che in Italia è relativamente elevata rispetto agli altri paesi europei.

In ognuno dei due periodi si considera un campione di circa 3.500 società per cui sono disponibili i dati di bilancio e le risposte al sondaggio Invind condotto dalla Banca d'Italia.

L'effetto delle variabili prese in esame sugli investimenti è misurato sia direttamente, considerando un campione di imprese attive all'inizio e alla fine di ciascun periodo, sia indirettamente, attraverso la stima della probabilità di sopravvivenza delle aziende.

I risultati mostrano che la leva finanziaria è la variabile che ha avuto l'effetto negativo quantitativamente più rilevante sulla dinamica degli investimenti in entrambi i periodi di crisi. L'effetto della leva non è risultato significativo per la probabilità di sopravvivenza.

Fra le altre variabili considerate, sono risultate correlate positivamente con gli investimenti la domanda attesa e, solo durante la crisi del debito sovrano, la redditività; l'effetto negativo dell'incertezza è contenuto e non sempre significativo.

Infine, le imprese meno redditizie e con restrizioni all'accesso al credito hanno avuto una minore probabilità di sopravvivenza.

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