N. 1156 - Stagnazione secolare, ricerca e sviluppo, investimenti pubblici e politica monetaria:una prospettiva basata su un modello strutturale globale

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di Pietro Cova, Alessandro Notarpietro, Patrizio Pagano e Massimiliano Pisani dicembre 2017

La riduzione dei tassi di interesse a livello globale si è avviata negli anni ottanta e si è accentuata a seguito della crisi finanziaria globale. Tra le ipotesi avanzate per spiegare tale andamento, quella di "stagnazione secolare" sottolinea il ruolo dei cambiamenti strutturali, demografici ed economici che hanno prodotto uno squilibrio persistente tra investimenti e risparmio e un rallentamento dell'attività economica. Tali cambiamenti includono l'invecchiamento della popolazione, il rallentamento dell'accumulazione di capitale umano e quello della produttività totale dei fattori.

Questo lavoro valuta in quale misura un incremento della spesa pubblica per infrastrutture possa compensare l'effetto negativo sulla crescita dell'economia mondiale e sui tassi di interesse derivante dal rallentamento della produttività. A tal fine viene sviluppato un modello neo keynesiano di crescita endogena a cinque aree, calibrato per Stati Uniti, area euro, Cina, Giappone e una regione residuale (resto del mondo). Nel modello le imprese utilizzano come fattori produttivi capitale privato, lavoro, capitale pubblico (accumulato dalle autorità fiscali mediante investimenti in infrastrutture).

Si mostra che uno shock negativo all'efficienza degli investimenti in ricerca e sviluppo (R&S), rallentando la produttività, contribuisce a spiegare il calo del tasso di crescita dell'attività economica e dei tassi di interesse mondiali osservato nei dati.

Tali andamenti, riconducibili all'ipotesi di stagnazione secolare, possono essere contrastati, almeno in parte, da un aumento permanente della spesa pubblica per infrastrutture: il più elevato stock di capitale pubblico indurrebbe le imprese a incrementare la spesa in R&S; ne beneficerebbero la produttività e, di conseguenza, la crescita e i tassi di interesse.

Se limitato ai soli Stati Uniti, un aumento della spesa pubblica pari all'1% del PIL innalzerebbe il tasso di crescita dell'attività economica e i tassi di interesse mondiali di circa 0,2 punti percentuali nel medio-lungo periodo. Gli effetti sarebbero più accentuati (0,5 punti percentuali) se la spesa per infrastrutture fosse simultaneamente aumentata in tutti i paesi.

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