N. 1144 - L'emancipazione dei giovani: le ragioni del ritardo italiano

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di Enrica Di Stefano ottobre 2017

Secondo i dati OCSE, la percentuale di giovani italiani che vive con i genitori è la più alta tra i paesi avanzati. Questa evidenza si accompagna, inoltre, a una minore partecipazione al mercato del lavoro e a un ritardo della genitorialità, con effetti negativi sui redditi individuali attuali e prospettici. Il lavoro propone un modello intertemporale stocastico a scelte discrete per analizzare i fattori che spingono gli italiani a posticipare la propria emancipazione e il peso relativo di tali fattori nel Nord e Sud del paese.

Nel modello, in ogni periodo il giovane sceglie se vivere con i genitori, se partecipare al mercato del lavoro, se sposarsi. Le scelte sono interdipendenti e risentono sia di quelle fatte in periodi precedenti sia delle condizioni economiche e sociali dell'ambiente circostante. Il modello viene stimato utilizzando i dati dell'Indagine sui Bilanci delle famiglie italiane sui maschi nati nel quinquennio 1970-74, ed è poi usato per valutare il peso relativo di tre fattori rilevanti: le condizioni economiche esterne (costo delle abitazioni e situazione del mercato del lavoro); le risorse economiche dei genitori; gli aspetti culturali e le norme di comportamento.

I risultati dell'analisi suggeriscono che i lunghi tempi di emancipazione dei giovani italiani sarebbero riconducibili all'interazione tra condizioni sfavorevoli nel mercato del lavoro ed elevati costi delle abitazioni. Al Sud prevarrebbero le difficoltà a trovare un impiego stabile. Al Nord, dove le prospettive occupazionali sono migliori, sarebbe principalmente l'elevato costo delle abitazioni a rendere più conveniente la permanenza nella famiglia di origine. Inoltre, l'analisi mostra che a un reddito famigliare più elevato corrisponderebbe una maggiore percentuale di giovani che rimane nella casa dei genitori, soprattutto nelle regioni del Nord. Tale risultato può essere spiegato dal fatto che maggiori trasferimenti (monetari e non) dei genitori aumenterebbero il salario di riserva e renderebbero più agevole sopportare periodi di disoccupazione. Infine le stime confermano che i giovani tendono a conformarsi ai propri coetanei, soprattutto al Sud.

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