N. 1137 - Ristagno secolare e tassi di interesse: il ruolo dei fattori demografici

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di Giuseppe Ferrero, Marco Gross e Stefano Neri settembre 2017

I tassi di interesse nominali e reali nelle principali economie avanzate sono diminuiti dalla metà degli anni 80 e hanno raggiunto livelli eccezionalmente bassi nel confronto storico dopo la crisi finanziaria globale.

La comprensione dei fattori che hanno determinato tale riduzione e la formulazione di scenari per la loro evoluzione futura sono essenziali sia per la conduzione della politica monetaria sia per la valutazione dei rischi per la stabilità finanziaria.

Il lavoro si concentra su una delle determinanti individuate nella letteratura come possibile causa della progressiva diminuzione dei tassi di interesse: l'evoluzione dei fattori demografici. Il lavoro analizza empiricamente l'effetto di variazioni dell’indice di dipendenza strutturale – definito come il rapporto tra il numero delle persone non in età lavorativa e quello delle persone in età lavorativa – sulle principali variabili macroeconomiche dell'area dell'euro, inclusi i tassi di interesse reali a breve e a lungo termine.

L'analisi empirica evidenzia un ruolo importante della struttura per età della popolazione per le dinamiche aggregate delle variabili macroeconomiche. L'incremento dell'indice di dipendenza strutturale osservato nel periodo 2006-15 nei paesi dell'area dell'euro avrebbe determinato una riduzione della crescita dell'attività economica reale e potenziale e dei tassi d'interesse reali.

Sulla base di un esercizio controfattuale nel quale si assume per il prossimo decennio un aumento dei rapporti di dipendenza strutturale per i paesi dell’area in linea con le proiezioni della Commissione Europea (EC), i tassi di interesse reali rimarrebbero su livelli storicamente bassi. Il prodotto potenziale e quello effettivo crescerebbero nella media dell’area dell’euro ai rispettivi tassi osservati durante le crisi finanziaria globale e del debito sovrano, ben al di sotto di quello registrato tra il 2000 e il 2007.

I risultati dell'analisi sottolineano la necessità di misure strutturali e fiscali finalizzate a contrastare gli effetti negativi sull'economia dell'invecchiamento della popolazione e a favorire l'innovazione e gli investimenti in ricerca e sviluppo.

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