N. 1102 - Le sorprese di politica monetaria in una prospettiva storica

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di Marcello Pericoli e Giovanni Veronese febbraio 2017

Il lavoro studia l’impatto degli annunci di politica monetaria della Banca centrale europea (BCE) e della Riserva federale statunitense su un’ampia gamma di attività finanziarie.

Poiché negli ultimi anni le banche centrali sono ricorse a misure non convenzionali di politica monetaria, per estrarre dagli annunci della banca centrale la componente inattesa, viene costruita una misura di sorpresa monetaria basata sui movimenti non solo dei tassi a breve termine ma anche, applicando un’analisi fattoriale, di quelli a medio e a lungo termine nei giorni in cui vi sono importanti annunci di politica monetaria. L’analisi considera sia gli anni dal 2000 al 2008, caratterizzati da politiche monetarie convenzionali, sia quelli successivi, contraddistinti da una rapida evoluzione delle modalità operative delle banche centrali.

I risultati principali sono i seguenti.

  • Nel periodo precedente la crisi finanziaria globale, le sorprese sull’evoluzione futura dei tassi si ripercuotono principalmente sui rendimenti dei titoli di Stato a medio termine, sia negli Stati Uniti sia nell’area dell’euro. Quando la politica monetaria della BCE (della Riserva federale) diviene più restrittiva di quanto atteso l’euro (il dollaro) si apprezza nei confronti delle principali valute e i corsi azionari migliorano.
  • Tra il 2008 e il 2013 le sorprese della Riserva federale si trasmettono soprattutto ai tassi di interesse a lungo termine. Le sorprese della BCE hanno un effetto eterogeneo sui rendimenti dei titoli di Stato dei diversi paesi membri, a seguito dell’elevata frammentazione dei mercati finanziari, e incidono sui premi per il rischio sovrano: gli annunci espansivi determinano una compressione degli spread sovrani nell’area, riducendo il rischio di ridenominazione dei titoli di Stato dei paesi dell’area, e sono seguiti da un marcato apprezzamento dell’euro e da un rialzo degli indici azionari.
  • Dal 2013 negli Stati Uniti gli effetti delle sorprese tornano ad essere analoghi a quelli stimati per il periodo pre-crisi. Le sorprese espansive della BCE, anche in seguito all’estensione nel 2015 del programma di acquisto di attività finanziarie ai titoli di Stato, influenzano principalmente i premi per scadenza dei titoli di Stato dei paesi dell’area e determinano un deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro, mentre non si associano a variazioni dei premi per il rischio sovrano.

Testo della pubblicazione