N. 1099 - Prestiti informali, vincoli di liquidità e offerta di credito a livello locale: evidenze dall'Italia

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di Michele Benvenuti, Luca Casolaro e Emanuele Ciani febbraio 2017

Per le famiglie italiane i prestiti informali, contratti con parenti o amici, rappresentano un canale di finanziamento di importanza non trascurabile. La quota di famiglie coinvolte, calata leggermente negli anni a cavallo del 2000, è tornata ad aumentata a partire dal 2006, attestandosi a circa il 3 per cento nel 2014.

Utilizzando i dati dell’Indagine sui bilanci delle famiglie dal 1995 al 2014, il lavoro evidenzia come i nuclei maggiormente coinvolti siano quelli più numerosi, a più basso reddito, con un capofamiglia giovane e con un basso livello di istruzione.

Adoperando alcuni dei quesiti della stessa indagine sembra che i prestiti informali siano usati tanto dalle famiglie che denunciano ostacoli nell’accesso al credito bancario, quanto da quelle che lo usano come complemento di prestiti bancari cui hanno avuto accesso (con la finalità di anticipare la disponibilità delle risorse finanziarie che gli verranno erogate o a fronte di difficoltà nel pagamento delle rate previste).

Per meglio chiarire se i prestiti informali siano utilizzati soprattutto per sostituire il credito bancario, oppure se al contrario la relazione sia prevalentemente di complementarietà (un aumento dell’offerta di credito bancario accresce anche il ricorso ai prestiti informali) il lavoro mette in relazione le variazioni nel tempo, a livello di ciascuna singola provincia, del credito bancario e della quota di famiglie che hanno ottenuto prestiti da amici e parenti. Tramite l’utilizzo di tecniche econometriche che consentono di isolare le variazioni dell'offerta di credito da quelle legate alla domanda, il lavoro mostra che esiste in effetti un legame positivo - per quanto quantitativamente modesto - tra offerta di credito bancario e quota di famiglie che ricorre a prestiti informali.

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