N. 1086 - La mobilità delle imprese nel mercato dei prestiti bancari in seguito a una crisi finanziaria

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di Davide Arnaudo, Giacinto Micucci, Massimiliano Rigon e Paola Rossi ottobre 2016

Il lavoro studia i mutamenti nel pool di banche finanziatrici da parte delle imprese italiane durante un episodio di contrazione dell’offerta di credito, la crisi finanziaria internazionale del 2008/09.

L’analisi empirica si basa su un campione di circa 3.000 imprese italiane, per le quali si dispone di dati relativi al bilancio, alle singole relazioni creditizie e all’evolvere delle condizioni di offerta di credito da esse sperimentate.

Nel periodo considerato circa il 40 per cento delle aziende del campione ha mutato il mix di banche finanziatrici (il 23 per cento ha avviato almeno una nuova relazione e la restante parte ne ha interrotta almeno una senza attivarne di nuove), un aumento di circa 6 punti percentuali rispetto al turnover osservabile nel periodo precedente la crisi.

L’andamento è stato tuttavia eterogeneo a livello di impresa: in particolare, le aziende con una più intensa domanda di credito hanno reagito alla contrazione dell’offerta causata dalla crisi con l’apertura di nuovi rapporti bancari, per tale via riuscendo a mantenere stabile o accrescere, come desiderato, il volume dei propri prestiti. La probabilità di avviare nuovi rapporti è stata, inoltre, più elevata per le aziende di maggiori dimensioni.

Ulteriori approfondimenti hanno messo in luce l’importanza dell’intensità dei rapporti tra banca e impresa nel determinare i mutamenti nel pool dei finanziatori: la probabilità di interruzione delle linee di finanziamento è minore per le imprese i cui rapporti di credito sono concentrati su un numero ristretto di intermediari o sono instaurati da lungo tempo. Anche la prossimità geografica ha rivestito un ruolo rilevante: a una minore distanza tra banca e impresa corrisponde infatti una minore probabilità di interruzione del rapporto.

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