N. 1070 - Alcune riflessioni sui fondamenti di benessere sociale delle misure di disuguaglianza globale del reddito

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di Andrea Brandolini e Francesca Carta luglio 2016

La distribuzione globale del reddito è oggetto di crescente attenzione nel dibattito accademico e politico. Mentre varie questioni sono state approfondite sul piano dell’analisi empirica, su quello normativo si è solamente analizzato come adottando una nozione assoluta, anziché relativa, della disuguaglianza si raggiungano conclusioni molto diverse circa l’evoluzione della distribuzione globale, date le forti disparità di reddito esistenti tra i paesi.

Non è stata però dedicata attenzione a un secondo, e forse più fondamentale, aspetto: il ruolo dei confini nazionali. In tutti gli studi condotti finora l’esistenza dei confini nazionali è semplicemente ignorata. Si assume implicitamente l’esistenza di una funzione di benessere sociale “cosmopolita”, secondo la quale gli abitanti del pianeta sono eguali cittadini del mondo. Alcuni ritengono che questo sia un esercizio privo di senso, poiché gli individui non appartengono a una stessa società all’interno della quale confrontarsi. Altri sostengono invece che le disparità tra i cittadini delle diverse parti del globo richiedano l’intervento dei governi nazionali. Molti concetti diversi di equità distributiva globale sono discussi dai filosofi politici.

Questo lavoro analizza i fondamenti teorici in termini di benessere sociale delle misure di disuguaglianza del reddito tra gli abitanti del mondo con l’obiettivo di costruire un indice generalizzato che possa incorporare diverse definizioni di equità distributiva globale.

Ciò si ottiene riconoscendo che esistono confini nazionali, ma ipotizzando che i paesi possano mostrare sentimenti di altruismo verso gli abitanti degli altri paesi. Variando il grado di altruismo e il peso attribuito a ciascun paese nella costruzione dell’indice, si derivano misure di disuguaglianza globale che fanno riferimento a nozioni diverse di equità distributiva.

In questo quadro di riferimento teorico è possibile mostrare che la misura di disuguaglianza globale “cosmopolita”, finora adottata, rappresenta il caso limite in cui tutti i paesi sono completamente altruisti; la misura utilizzata dall’Eurostat per calcolare la disuguaglianza nell’UE (la media ponderata con la popolazione degli indici di disuguaglianza dei singoli paesi) si situa invece all’estremo opposto, in quanto massimizza il ruolo dei confini nazionali e ignora le differenze di reddito medio tra i vari stati.

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