N. 1060 - La mobilità intergenerazionale nel lunghissimo periodo: Firenze 1427-2011

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di Guglielmo Barone e Sauro Mocetti aprile 2016

L’elasticità intergenerazionale è un indicatore sintetico che misura il grado in cui le condizioni socio-economiche dei padri influenzano quelle dei figli.

Le stime attualmente disponibili riguardano perlopiù il legame tra due generazioni contigue e sembrerebbero indicare un annullamento nel giro di poche generazioni della trasmissione della condizione di vantaggio o svantaggio economico.

Questo lavoro stima invece l’elasticità intergenerazionale su di un orizzonte temporale molto lungo.

L’analisi sfrutta i dati censuari relativi al 1427 su reddito da lavoro e ricchezza reale per la città di Firenze e quelli delle dichiarazioni dei redditi dei fiorentini nel 2011; il reddito e la ricchezza reale al 2011 di ciascun soggetto viene messo in relazione con il reddito e la ricchezza reale di coloro che nel 1427 condividevano il suo stesso cognome (pseudo-antenati).

I risultati mostrano un’elasticità intergenerazionale che rimane significativamente (in senso statistico) positiva nell’arco dei sei secoli, sia per il reddito da lavoro sia, in misura più marcata, per la ricchezza reale: un incremento di una deviazione standard del reddito (ricchezza) dei pseudo-antenati si riflette in un aumento di circa il 6 (7) per cento della deviazione standard del reddito (ricchezza) dei loro discendenti.

Tale vischiosità è dovuta più al permanere in alto di chi proviene dalla classe più elevata, che alla scarsa frequenza dei progressi per chi parte dal basso.

I risultati sono robusti rispetto a problemi di misurazione connessi con l’evasione fiscale, la presenza di osservazioni anomale, la procedura di imputazione delle parentela attraverso il cognome comune e i problemi di selezione legati al fatto di osservare al 2011 solo i cognomi del 1427 relativi a famiglie non emigrate o estinte.

Concentrandosi sul reddito, il lavoro mostra inoltre che la persistenza di tracce di ereditarietà sociale a distanza di sei secoli è spiegabile anche dal fatto che la mobilità nei secoli passati fosse molto più bassa rispetto ai valori oggi prevalenti. Nel lavoro si dà infine conto del fatto che il legame intergenerazionale riguarda anche l’appartenenza ad alcune categorie professionali, come mostrato dalla correlazione positiva esistente tra l’occupazione attuale e quella degli pseudo-antenati in alcune professioni elitarie.

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