N. 1046 - La strategia finanziaria del carry trade e il tasso di cambio: evidenza da un modello TVAR

Go to the english version Cerca nel sito

di Alessio Anzuini e Francesca Brusa gennaio 2016

Il carry trade è una strategia finanziaria in cui un investitore s’indebita per un dato ammontare nella valuta di un paese in cui i tassi di interesse sono bassi (funding currency), converte tale ammontare nella valuta di un paese in cui i tassi di interesse sono elevati (target currency) e acquista attività finanziarie denominate in quest’ultima divisa senza coprirsi dal rischio di cambio e con l’attesa di lucrare sul differenziale di interesse.

Queste posizioni sono mantenute finché i differenziali sui tassi d’interesse rimangono elevati e la volatilità dei tassi di cambio è bassa, ovvero finché la redditività corretta per il rischio di tali operazioni è elevata. L’esperienza storica ha mostrato che un aumento della volatilità dei tassi di cambio, anche con un differenziale dei tassi d’interesse costante, genera una brusca riduzione delle posizioni di carry trade e un forte apprezzamento delle valute utilizzate come funding currency.

Il presente lavoro utilizza tecniche econometriche per misurare in che modo le reazioni del cambio e delle posizioni speculative a shock sul differenziale di tasso d’interesse dipendono dal regime di volatilità. Lo shock è identificato tramite restrizioni di breve periodo sulle risposte d’impulso in un modello auto-regressivo vettoriale con soglia (TVAR), in cui è possibile cogliere la presenza di due regimi di volatilità (alta e bassa). Il modello è stimato sul periodo da gennaio 1986 a settembre 2009. Le valute considerate sono: euro, yen, franco svizzero, dollaro canadese, dollaro australiano e sterlina britannica.

I risultati principali del lavoro sono i seguenti:

1) i test statistici indicano la presenza di non-linearità: il modello con due regimi di volatilità descrive più accuratamente i fenomeni in oggetto rispetto a un modello lineare;

2) in seguito a uno shock al differenziale di interesse, la reazione delle posizioni speculative e del tasso di cambio è decisamente più ampia in un regime di bassa volatilità. Ciò è riconducibile alla maggiore redditività aggiustata per il rischio delle posizioni di carry trade nei regimi di bassa volatilità e alla pressione all’apprezzamento della valuta target che esse generano.

I risultati del lavoro suggeriscono, tra l’altro, che quando una banca centrale modifica la propria stance di politica monetaria, dovrebbe attendersi un maggiore effetto sul tasso di cambio se ci si trova in un regime di bassa volatilità.