N. 1040 - Gli effetti macroeconomici di un'inflazione bassa e decrescente con tassi di interesse al loro limite inferiore

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di Stefano Neri, Alessandro Notarpietro novembre 2015

Il lavoro utilizza un modello di equilibrio generale dinamico per analizzare gli effetti macroeconomici di un periodo prolungato di inflazione bassa e decrescente, quando misure (convenzionali) espansive di politica monetaria non sono possibili a causa del vincolo inferiore sui tassi di interesse a breve termine (zero lower bound, ZLB), il debito del settore privato non è indicizzato all’inflazione ed esistono rigidità verso il basso nell’aggiustamento dei salari nominali. In tale contesto variazioni nel livello dei prezzi modificano il costo del servizio e il valore del debito in termini reali, modificando gli effetti sulle principali variabili macroeconomiche di uno shock all’inflazione.

I risultati principali dell’analisi sono i seguenti.

Uno shock che riduce temporaneamente l’inflazione esercita, in condizioni normali, un effetto espansivo sull’economia, aumentando il reddito disponibile dei consumatori. Quando la banca centrale non può ridurre i tassi ufficiali a causa della presenza dello ZLB e il settore privato è indebitato in termini nominali, lo stesso shock determina, invece, una contrazione dell’attività economica: l’aumento dei tassi di interesse reali riduce la domanda aggregata; il calo dell’inflazione aumenta il valore reale del debito e il costo del suo servizio, amplificando gli effetti recessivi.

In presenza di rigidità verso il basso nell’aggiustamento dei salari nominali gli effetti recessivi dello shock diventano più forti e persistenti. L’elevato costo di ridurre i salari nominali impedisce un adeguato aggiustamento iniziale dei salari reali in risposta a una riduzione nella domanda di lavoro delle imprese. Ne conseguono un minore calo dell’inflazione ma una perdita complessiva in termini di prodotto più elevata e persistente.