N. 1036 - Effetti macroeconomici domestici e internazionali del programma di acquisto di attività finanziarie dell'Eurosistema

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di Pietro Cova, Patrizio Pagano e Massimiliano Pisani settembre 2015

L’avvio del programma di acquisto di titoli del settore pubblico e privato (APP) da parte dell’Eurosistema ha rinnovato il dibattito circa l’efficacia di misure non-standard di politica monetaria nell’area dell’euro e le possibili ricadute a livello internazionale.

Il lavoro valuta gli effetti macroeconomici degli acquisti di titoli del settore pubblico nell’area dell’euro utilizzando un modello neo-keynesiano di equilibrio generale a cinque aree, calibrato per l’area dell’euro, gli Stati Uniti, la Cina, il Giappone e il ‘resto del mondo’.

Nel modello le attività finanziarie presenti nel portafoglio delle famiglie ricomprendono, oltre alla moneta e ai titoli pubblici a breve termine, anche i titoli sovrani a lungo termine. Tali attività, in particolare la moneta, sono detenute dalle famiglie in quanto forniscono servizi di liquidità, facilitando le transazioni a fini di consumo.

I risultati principali del lavoro sono i seguenti.

L’APP determinerebbe un aumento della liquidità, una contestuale riduzione dei rendimenti a lungo termine e un deprezzamento del cambio, che si tradurrebbero in un significativo aumento, superiore al punto percentuale, del PIL e dei prezzi nell’area dell’euro nell’arco dei primi due anni.

Riguardo agli effetti internazionali (spillover) del programma di acquisto, con la calibrazione standard del modello si registrerebbero effetti espansivi sugli altri paesi, determinati dalle maggiori esportazioni verso l’area dell’euro. Nel complesso, gli spillover sarebbero contenuti verso Stati Uniti, Cina e Giappone; più elevati nel resto del mondo, caratterizzato da una maggiore integrazione commerciale con l’area.

Nel caso di bassa sostituibilità dei beni scambiati internazionalmente e di ridotto
pass-through del tasso di cambio nominale ai prezzi al consumo, l’aumento del PIL nel resto del mondo risulterebbe pari a circa un settimo di quello osservato nell’area; in un’ipotesi alternativa di sostituibilità e pass-through elevati, le variazioni di PIL e inflazione sarebbero negative, ma solo nel primo anno.

Gli spillover del programma sarebbero più pronunciati se le autorità monetarie esterne all’area mantenessero i tassi invariati, anziché aumentarli per contrastare il lieve aumento dell’inflazione causato dall’APP; qualora nel resto del mondo i tassi venissero mantenuti invariati nei primi due anni, l’incremento del PIL sarebbe pari a circa un quarto di quello dell’area.

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