N. 1035 - L'effetto variabile degli shock petroliferi sulle esportazioni dell'area dell'euro

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di Marianna Riggi e Fabrizio Venditti settembre 2015

La letteratura macroeconomica ha da tempo messo in luce come la relazione fra il prezzo del petrolio e l’attività economica sia cambiata negli ultimi decenni: shock petroliferi hanno oggi un effetto recessivo molto inferiore di quello stimato per gli anni Settanta. Tuttavia, la maggior parte degli studi empirici si è focalizzata sulla relazione fra prezzo del greggio e domanda interna, mentre il ruolo delle esportazioni è stato largamente trascurato. Questo lavoro contribuisce alla letteratura analizzando l’impatto degli shock petroliferi sulle esportazioni dell’area dell’euro negli ultimi quaranta anni.

L’analisi empirica mostra che la correlazione fra il prezzo del petrolio e le esportazioni dell’area, pressoché nulla negli anni Settanta, è diventata positiva a partire dalla metà del decennio successivo. Le ragioni strutturali sottostanti questo cambiamento sono analizzate con un modello vettoriale autoregressivo con coefficienti variabili, nel quale sono stati identificati due tipi di shock. Il primo è una riduzione inattesa dell’offerta di petrolio, il secondo è un aumento inatteso della produttività dei partner commerciali dell’area. Il primo shock induce un aumento delle quotazioni del greggio e, per via di effetti recessivi globali, una contrazione delle esportazioni. Il secondo shock, stimolando la domanda di input energetici,  induce un rialzo dei prezzi del petrolio ma aumenta – contestualmente – la domanda di beni di consumo, favorendo in questo modo la crescita delle esportazioni dell’area. A partire dalla metà degli anni Ottanta, gli effetti sulle esportazioni della prima tipologia di shock si sono affievoliti, quelli della seconda tipologia si sono accresciuti.

Un modello teorico di equilibrio economico generale permette di ricondurre i cambiamenti strutturali emersi nell’analisi empirica a tre fattori: a) il rafforzamento delle relazioni commerciali con le economie emergenti; b) l’intensificarsi delle pressioni concorrenziali provenienti da queste economie; c) la riduzione dell’intensità energetica nei processi produttivi.

Ne discendono rilevanti implicazioni di policy. Tra queste, lo stimolo per l’economia dell’area dell’euro derivante dalla riduzione del prezzo del petrolio  dall’estate del 2014 potrebbe essere contenuto se quest’ultima riflettesse un aumento dell’offerta di petrolio; d’altro canto, se la flessione derivasse da un indebolimento del commercio mondiale, la flessione  delle esportazioni dell’area ad esso associata sarebbe più pronunciata che in passato.

Pubblicato nel 2015 in: Journal of Economic Dynamics and Control, v. 59, pp. 75-94.

Testo della pubblicazione