N. 1033 - Modelli DSGE con e senza inflazione di stato stazionario positiva: vi sono differenze?

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di Michele Loberto e Chiara Perricone settembre 2015

In gran parte della letteratura neo-keynesiana incentrata su modelli DSGE si assume per semplicità che nell’equilibrio di stato stazionario il tasso di inflazione sia nullo. Alcuni contributi in letteratura hanno criticato questa ipotesi sia in quanto esso contrasta con l’osservazione che l’inflazione nei paesi avanzati è stata in media positiva dal secondo dopoguerra, sia per via delle possibili distorsioni che essa può comportare per l’analisi dell’aggiustamento nel tempo delle principali variabili economiche a possibili shock. Il dibattito si è sinora sviluppato soprattutto sulla base di modelli semplificati oppure di valutazioni qualitative circa la rilevanza di tali distorsioni.

Questo lavoro propone un’analisi di natura quantitativa delle implicazioni dinamiche che possono discendere dall’ipotesi di inflazione nulla, confrontandole con quelle che si avrebbero nel caso di equilibri che contemplino inflazione positiva (trend inflation). A tal fine si stimano con tecniche bayesiane diversi modelli DSGE di medie dimensioni relativi agli Stati Uniti, già utilizzati in letteratura, in presenza di frizioni di natura reale e nominale. Per ciascun modello si specificano due varianti: nella prima si assume trend inflation, nella seconda l’inflazione è invece nulla in equilibrio.

Si valutano poi, per ciascun modello e per il periodo compreso tra il 1966 e il 2004, la capacità di replicare alcune caratteristiche delle serie storiche analizzate (correlazioni tra le diverse variabili e risposte ad impulso agli shock), nonché la performance previsiva. 

L’analisi mostra in primo luogo che le stime dei parametri strutturali e le risposte delle variabili macroeconomiche a shock esogeni nel breve periodo non presentano differenze significative tra le due varianti dei diversi modelli.

In secondo luogo, i modelli con trend inflation presentano una migliore capacità previsiva solo nei periodi in cui l’inflazione si colloca su livelli relativamente elevati. Inoltre  essi consentono una approssimazione più accurata delle correlazioni tra variabili macroeconomiche solo nei periodi in cui non sono presenti break strutturali nell’andamento dell’inflazione. I modelli con trend inflation non rappresentano quindi necessariamente una soluzione preferibile rispetto a quelli maggiormente in uso in letteratura, in cui il tasso di inflazione è nullo nell’equilibrio di stato stazionario.

Pubblicato nel 2017 in: Economic Modelling, v. 61, pp. 351–375

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