N. 1015 - Inflazione, condizioni finanziarie e politica monetaria non standard in un'unione monetaria.Una valutazione basata su un modello strutturale

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di Lorenzo Burlon, Andrea Gerali, Alessandro Notarpietro e Massimiliano Pisani giugno 2015

L’avvio del programma di acquisto di titoli pubblici e privati dell’Eurosistema ha rinnovato il dibattito circa l’efficacia della politica monetaria unica in un quadro macroeconomico caratterizzato da tassi di inflazione bassi e decrescenti, tassi di interesse nominali a breve termine al loro limite inferiore (zero lower bound, ZLB) e, in alcuni paesi dell’area dell’euro, elevati livelli di debito privato e vincoli all’ulteriore indebitamento.

Il lavoro utilizza un modello di equilibrio generale dinamico di un’unione monetaria per valutare gli effetti macroeconomici di shock recessivi e di misure non convenzionali di politica monetaria in presenza delle tre condizioni sopra elencate. Gli agenti economici dei diversi paesi dell’unione monetaria differiscono quanto al loro accesso ai mercati finanziari e alla capacità di indebitarsi.

I risultati del lavoro sono i seguenti. Gli effetti recessivi di uno shock di domanda negativo comune a tutti i paesi dell’unione sono amplificati dalle restrizioni all’indebitamento delle famiglie e dallo ZLB: la riduzione dell’inflazione accresce il valore reale del debito nonché i tassi di interesse reali, inducendo una forte contrazione dei consumi, che si trasmette tra paesi dell’unione attraverso minori scambi commerciali; la connessa riduzione dei prezzi non può essere contrastata tramite variazioni del tasso ufficiale (fermo allo ZLB).

L’acquisto di titoli a lunga scadenza operato dalla banca centrale ne riduce il rendimento, inducendo i detentori ad aumentare il consumo e gli investimenti in capitale fisico. Le migliori condizioni economiche e la connessa dinamica dei prezzi permettono alle famiglie indebitate di ridurre il debito.

Il conseguente allentamento della posizione debitoria delle famiglie permette di contenere gli effetti di un eventuale shock di domanda: la possibilità di prendere a prestito attenua la caduta dei consumi e quindi riduce le conseguenze recessive dello shock.

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